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Carpi. Quelle sculture di fiori e di animali fatte con la carta di vecchi libri usati

i lavori di Daniela Buldrini  Passione giovanile che può contare su una materia prima a costo zero. I prodotti su misura come le bomboniere

Saverio Cioce

Appassionata di libri sino al punto di farli rinascere sotto altra forma, trasformando vecchi volumi destinati al macero in delicate figurine, in statuine di carta che finiscono per diventare dei pezzi unici.


Nel suo pianoterra trasformato in laboratorio a due passi dalla stazione, Daniela Buldrini, 59 anni e tre figlie, ha creato “Magna Charta”, un incubatore di progetti e oggetti tutti realizzati con la carta stampata.

«Le pagine dei libri mi hanno sempre affascinato - racconta lei stessa - sin da quando mi immergevo per ore nella lettura. Certo, il mio sogno sarebbe stato quello di fare l’istituto Venturi ma in famiglia non avevano voglia di finanziare un’artista. La vedevano come una figura poco concreta ma molto precaria. In breve: venni avviata agli studi di ragioneria e così la mia vita si è avviata sui binari dei numeri e dei bilanci».

Era scritto nel destino però che quel diploma restasse chiuso nel cassetto. Così dopo un corso di vetrinistica ecco che comincia a fare per sua passione le prime sculture di carta dove mette insieme l’arte del cartonnage,come chiamano Oltralpe le creazioni di carta, e il gusto della ricerca sulle forme. Ma anzichè racchiudere le sue creazioni comincia a mostrarle alle amiche e il passaparola fa il resto. I piccoli oggetti doventano soprammobili, paralumi, bomboniere. E persino i vecchi spartiti musicali diventano rose o fiorellini con i pentagrammi che decorano i trafori dalle forme improbabili.

Il fascino dei vecchi libri, che fanno da base e da sfondo a molte creazioni di rilievo, fanno pi da sfondo. E la materia prima non le manca certo, trasformando vecchi volumi in portagioie, cassettiere da scrivania.

«Non uso certo libri preziosi o antichi, semmai quelli di recupero delle bancarelle - spiega Daniela Buldrini - Ogni volume, a seconda degli anni in cui è stato stampato è come un corredo che porta dentro non solo le parole che offre ai lettori ma anche una sua anima fatta di fisicità. Lo spessore e il colore delle pagine variano a seconda dei decenni in cui i tipografi, le case editrici; quei fogli ruvidi e ingialliti che ospitavano storie lacrimose e sospiri amorosi che intenerivano le mamme oggi vengono buttati a carrettate. Io invece voglio che diventano alberi e case, pupazzi da tnere a fianco della scrivania. Che siano in grado insomma di incuriosire perchè la carta stampata non va mai in pensione e può avere tante vite».

Anche se nella sua bottega si respira un poco l’aria delle vecchie legatorie, la modernità è ben presente. Un piccolo catalogo è sul sito internet di Magna Charta, le richieste arrivano anche dall’estero. E per spedire tutto ci voglionon elaborati pacchetti, in carta ovviamente, che permettono di recapitare i manufatti di carta, ovunque.

«Creiamo su vecchi libri alberi che raccontano le tue storie: scegli quale momento, favola o passione far nascere dalle parole!» È questo lo slogan che campeggia sul sito. Ma quello che ha suscitato maggiori consensi è il titolo delle sue collezioni che richiamano i pizzi e i merletti così vicini alla produzione tessile di carta.

In “Sculture Leggere” c’è il doppio senso che accomuna la creazione di forme di tre dimensioni con il messaggio della lettura. E per questo sono in tanti a mettere le sue piccole statue nelle librerie.