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Sassuolo. Spaccano la vetrata a colpi di mattone ma il furto fallisce

Scatta l’allarme e i carabinieri arrivano subito sul posto Uno dei 3 malviventi, un 25enne straniero, è stato arrestato

SASSUOLO. Un mattone contro il vetro più e più volte. Così tre malviventi l'altra sera hanno tentato di spaccare le vetrate della “Casa della lampada”, il punto vendita Unieuro di Via Circonvallazione Sud Est. Invano. E anzi, uno di loro non è riuscito a sfuggire ai Carabinieri, giunti sul posto con rapidità dopo la chiamata del titolare avvisato dall’allarme.

Non sono riusciti a spaccare del tutto la vetrina dunque, ma i danni sono certamente ingenti. Ieri alla "Casa della lampada" sulla porta sul retro, da dove i delinquenti avevano pensato di introdursi, i segni della tentata spaccata erano evidenti. Quasi completamente crepata ha resistito all’urto di quell'oggetto che ripetutamente è stato scagliato per aprire un varco verso il negozio: al di là del vetro il bottino, che se i ladri fossero riusciti nel loro intento avrebbe potuto essere sicuramente ricco. Oltre che al denaro infatti i malviventi avrebbero potuto portare via computer, fotocamere, cellulari.


«Fortunatamente siamo dotati di allarme – racconta Andrea Basenghi, il titolare – che è partito intorno alle 23 e 20. La dinamica è semplice, hanno picchiato sul vetro fino a creare quelle crepe sulla porta laterale del nostro negozio. Non so se abbiano usato un mattone, io non ho trovato niente, c’era molto buio a quell’ora». Scattato l’allarme, Basenghi ha immediatamente allertato i carabinieri, che sono giunti sul posto in pochissimo tempo tanto da riuscire a fermare uno dei delinquenti. I titolari arrivati sul posto si sono fermati davanti all’ingresso principale. Al contempo i carabinieri si sono portati sul retro, notando la vetrina spaccata: «Allora li hanno rincorsi verso il parco, riuscendo a fermarne uno».

Si tratta di un 25enne marocchino con precedenti per furto e tentato furto, episodi avvenuti sempre nel sassolese nei mesi scorsi: ieri mattina il giudice ha convalidato l’arresto e durante il processo per direttissima l'avvocato Emilio Dotoli ha chiesto termini a difesa evidenziando la mancanza di diversi elementi: processo riaggiornato al 27 settembre.

Gli altri due complici invece sono riusciti a scappare. Sul retro del negozio si trova il Parco Amico che negli ultimi tempi è stato sotto i riflettori a causa della situazione di degrado, con bivacchi e persone ubriache. E proprio quell’area verde è stata utilizzata dai criminali per dileguarsi. E se ieri da un lato alla “Casa della lampada” i titolari tiravano un sospiro di sollievo per il pericolo scampato, dall’altro non hanno potuto nascondere l’amarezza per quel gesto e per i danni alla vetrina di cui adesso si occuperà l’assicurazione: «Certo, uno lo hanno preso – commentano – ma chissà, magari domani è già fuori…». Non è stato così per fortuna: il giudice, in attesa dell’udienza di settembre, ha confermato la custodia in carcere

È il primo episodio di questo tipo per la “Casa della lampada”: «Siamo qui da ventitré anni – proseguono i titolari – e non era mai successo niente del genere. La nostra è un’attività che ha 57 anni: quando eravamo in altre sedi, come in via Stazione o via Mazzini, qualcosa è capitato, qui mai». Nei mesi scorsi sono state diverse le spaccate ai danni di attività della città. In particolare nel solo quartiere Braida sono finiti nel mirino la gelateria il Pinguino e il negozio Casa Fashion Free, a poca distanza dalla “Casa della lampada”. Un’escalation che aveva allarmato, tanto che l’allarme era stato portato anche in Consiglio. Nelle ultime settimane il fenomeno sembrava essere terminato. Ora, si teme l’inizio di un’altra ondata.

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