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Violenza sessuale a Modena: «Ho seguito e bloccato l’aggressore: mi ha ferito e morsicato le mani»

Parla Joshua Aka, il 39enne ghanese: «Io ho fermato il rapinatore che voleva stuprare la commessa» 

MODENA. «Ho sentito le urla della donna che dal negozio stava gridando che le avevano rubato il cellulare. E allora ho inseguito quella persona senza pensarci due volte. Lui mi ha morsicato le mani e sono finito al Pronto soccorso, ma rifarei mille volte quello che ho fatto».



Joshua Aka ha 39 anni, è sposato, ha due figli, è di origine ghanese, vive da 10 anni in Italia, precisamente a San Damaso, e lavora alla ditta di Stila di Spilamberto. Joshua, sabato scorso, ha bloccato il 38enne nigeriano, accusato di violenza sessuale, rapina e lesioni nei confronti di Stefania Koll, la commessa del negozio Onze Point di via Emilia est, a pochi passi dal cuore della città. Il nigeriano ha fatto irruzione nel punto vendita poco dopo mezzo giorno ed è volato addosso alla donna tentando di strapparle i vestiti. Lei si è difesa con tutte le sue forze e gli ha morsicato la mano, tanto da farlo scappare, non prima che il 38enne riuscisse ad agguantare il suo cellulare. Il 39enne ghanese, che si trovava nei pressi del punto vendita quando è accaduto il fatto, ha placcato l’aggressore in via Morselli, poche centinaia di metri più in là, dopo un inseguimento in cui, a sua volta, è rimasto ferito.

«Sabato mattina ero lì, a Modena, perché dovevo andare a fare la spesa in un supermercato, il Dpiù – racconta Joshua – Improvvisamente, vedo quest’uomo che arriva con la bicicletta, la parcheggia, entra dentro al negozio. Poi scappa con il cellulare e riprende la bicicletta. Ho sentito delle urla, quelle della commessa, e mi sono messo a inseguirlo senza perdere tempo. Lui, intanto, gridava delle frasi: “Al ladro, al ladro”. Faceva finta di essere la vittima. E quando l’ho raggiunto mi ha messo le mani addosso, mordendomi le mani».

Pochi istanti dopo, sia Stefania, sia Joshua sono stati portati al Pronto soccorso, dove sono stati medicati e anche confortati per il fortissimo choc affrontato.

«Quell’uomo era fuori di sè – conclude Joshua, il soccorritore – Mi guardava in modo inquietante e urlava come un pazzo».

A confermare che il nigeriano abbia gridato fingendosi vittima è anche Valentina Rammairone, passata nei pressi del negozio nella tarda mattinata di sabato. «Ho visto quell’uomo che gridava: “Al ladro, al ladro” – dice Valentina – Gli sono corsa dietro anche io. Non ho paura di affrontare queste situazioni: occorre mobilitarsi per aiutare le vittime di questi gesti terribili».

Nel frattempo, gli agenti della Polizia locale, ieri mattina, hanno portato a Stefania la solidarietà del sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Il primo cittadino ha commentato l’accaduto con un post su Facebook corredato da un’immagine che ritrae la commessa con un agente.

«L’aggressione alla negoziante di via Emilia est è un atto gravissimo – rimarca Muzzarelli – Appena ne sono venuto a conoscenza, ho chiesto alla Polizia locale Modena di andare a trovarla, per sincerarsi delle sue condizioni, esprimendole la massima solidarietà mia personale e di tutta la città, non potendo recarmi personalmente al negozio».

Il sindaco pone, poi, l’accento su un tema molto caldo in città. «Le sicurezze urbane – continua Muzzarelli – che decliniamo sempre al plurale, sono un valore fondamentale, che richiede il contributo di tutti. Chi si rende responsabile di queste azioni deve venire condannato e deve scontare la pena in carcere, perché è una minaccia per tutta la collettività. Ringrazio le forze dell’ordine per l’immediato arresto, e ringrazio il cittadino che, inseguendo il colpevole, ha consentito l’arresto del delinquente ed è finito anche lui in ospedale».

Ieri, il giudice Andrea Romito ha convalidato l’arresto e confermato il carcere per il nigeriano.

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