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Modena. Minori ascoltati in udienza Madre denuncia la consulente

La videoregistrazione, chiesta dal difensore, era stata negata durante l’audizione Il legale invia la lettera di biasimo, il presidente del Tribunale lo denuncia all’Ordine

«Sono esterrefatta ma, soprattutto, indignata per l’iniziativa del presidente del Tribunale di Modena che ha voluto censurare il mio legale con il quale ho fatto emergere il comportamento illegittimo della consulente nominata dal Tribunale stesso per l’ascolto dei miei figli in un procedimento per la modifica delle condizioni dell’accudimento».

Questo è lo sfogo di una mamma modenese, C. C. le iniziali, che si è trasferita da poco fuori città con i figli dopo aver ottenuto il consenso scritto alla fine di una sofferta causa civile. Proprio nel corso di questa causa si è consumato quello che la signora definisce “un sopruso” compiuto nei suoi confronti anche se a farne le spese è stato il suo legale, l’avvocato Gianni Casale.


«L’iniziativa del presidente di denunciare il mio avvocato all’Ordine cui appartiene per un supposto comportamento scorretto è quanto di più assurdo possa esistere – continua la madre – Il professionista non solo ha tutelato i diritti miei e dei miei figli, ma si è posto come garante del corretto espletamento della procedura inficiata, invece, dalla consulente del Tribunale. L’assurdo è che il Tribunale non ha minimamente redarguito la psicologa incaricata, ma ha ritenuto di intimidirmi con questo atto. Tengo a precisare che il legale ha agito unicamente sotto mia indicazione e delega per tutelarmi al meglio lo sosterrò in questa vicenda. Ho chiesto al mio legale di andare fino in fondo per chiedere chiarimenti».

Questi i fatti. Durante un procedimento intentato dalla madre per ottenere la modifica delle condizioni di affido dei minori per trasferirsi in un’altra città per motivi di lavoro, il Tribunale ha disposto l’ascolto dei due minori. Il legale ha chiesto che tale ascolto venisse svolto con la registrazione audio e video degli incontri, dato che, di prassi, il Tribunale di Modena nega la presenza di consulenti di parte. La richiesta dell’avvocato Casale è stato rigettata con la duplice motivazione che la consulente stessa era garanzia del rispetto dei diritti dei minori e del corretto operare, e che sottoporre i minori a un ascolto con la videoregistrazione avrebbe potuto intimorire i ragazzi e inquinarne la spontaneità del racconto. È risultato, invece, per diretto racconto dei minori che la consulente abbia proceduto all’ascolto sempre con uso della videoregistrazione facendo presenziare in remoto una terza persona senza l’autorizzazione dal Tribunale. I fatti sono stati resi noti al Collegio decidente con richiesta di chiarimenti dal difensore.

Il Tribunale, secondo quanto dice la madre, ha la realtà dei fatti resi noti, relativamente al comportamento della consulente ma non ha preso alcun provvedimento. A quel punto, e quando ormai l’elaborato del perito era già stato consegnato e non era quindi possibile condizionare il lavoro della consulente dei magistrati, la madre ha deciso di procedere verso la psicologa facendo inviare dall’avvocato Casale una lettera di biasimo e messa in mora per eventuali azioni legali.

La causa è stata vinta dalla madre, ma il legale è stato deferito al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena su iniziativa del presidente del Collegio giudicante e dal presidente del Tribunale. «Questo è un vero e proprio atto di intimidazione nei confronti di una cittadina per avere fatto emergere come nelle aule di un tribunale non tutto funzioni a dovere e come non ci si possa permettere di criticare l’operato dei consulenti nominati dai magistrati. Dico questo perché è stato accertato oggettivamente - per stessa ammissione della consulente - che abbia volutamente agito in spregio delle indicazioni date dal Collegio che aveva appositamente negato a me ed al mio legale la registrazione audio e video degli incontri dei miei figli. La ritengo una cosa gravissima e sarò estremamente solidale con il mio avvocato che dovrà difendersi davanti a una commissione disciplinare a Bologna».

Nel frattempo la consulente è stata denunciata dalla madre al Consiglio Regionale dell’Ordine degli Psicologi e si attende riscontro dall’organo di disciplina professionale. L’avvocato Casale, a breve, curerà la memoria difensiva davanti alla Commissione disciplinare distrettuale a Bologna, ma non esclude azioni davanti al Consiglio superiore della magistratura.

Serena Arbizzi

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