Sorrisi, giochi ai bimbi e tanto calore umano

L’assessore Elisa Spaggiari (San Possidonio): «Siamo pronti Dopo il terremoto il senso di comunità è nel nostro dna»

Le cento persone provenienti dall’Afghanistan che sono giunte a Modena città e a San Possidonio nella serata di ieri hanno trovato ad accogliergli all’Hotel Emilia di Modena, e all’Hotel Concordia di San Possidonio, il personale dell’Ausl, che, su segnalazione della Protezione civile regionale, è responsabile dell’organizzazione logistica e sanitaria di questi primi sette giorni di accoglienza che i profughi afghani passeranno in regime di quarantena negli alberghi modenesi. In particolare ad accogliere le famiglie che prestavano servizio nell'ambito della missione italiana- Nato in Afghanistan e che avevano collaborato con le nostre autorità in loco, non sono mancati nemmeno alcuni membri volontari della protezione civile che durante tutta la giornata di ieri si sono tenuti pronti a raggiungere gli hotel per rendere omaggio e aiuto ai nuovi arrivati.

«Devo dire che tutti i volontari della Protezione civile così come i cittadini che compongono la nostra comunità si sono dimostrati molto ben disposti a collaborare a questa emergenza – ha specificato Elisa Spaggiari assessore alla Protezione civili di San Possidonio – del resto, dopo l’esperienza del terremoto il senso di comunità e di aiuto reciproco è come se fosse entrato a far parte del nostro Dna e la macchina organizzativa per supportare anche moralmente e psicologicamente queste persone si è subito messa in moto. Tramite le chat dei volontari e dei cittadini ci siamo organizzati per procurare qualche gioco, materiale di cancelleria e fogli per poter intrattenere i bambini, abbiamo cercato di organizzare un piccolo rinfresco di accoglienza che fosse disponibile a qualsiasi ora ma in ogni caso l’idea è quella di adattarci alla situazione che ci troveremo di fronte, pronti ad accogliere i bisogni e le esigenze di queste persone non appena li avremo conosciuti».


In questi primi sette giorni di permanenza negli hotel i rifugiati non potranno così lasciare le strutture e saranno costantemente monitorati a livello sanitario.

«L’accoglienza prevede un’assistenza all’interno di un contesto che si cerca di rendere il più adatto possibile alla tipologia di persone che arriveranno – spiega Federica Rolli, direttore delle attività socio sanitarie dell’Ausl di Modena- con la presenza costante di mediatori culturali e con la presenza di operatori sanitari che devono eseguire determinati controlli previsti dal protocollo delle quarantene. Le persone arriveranno già con una parte di screening effettuata. Noi procederemo a fare i tamponi e nel caso in cui ci fossero persone che presentano sintomatologie riconducibili al Covid o risultino positive anche durante la permanenza, verranno immediatamente trasferite all’hotel Tibi Covid per isolamento e le cure adeguate».

P.D.

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