«In questi giorni offriremo serenità»

Il racconto di chi si è impegnato da subito in prima linea  «Dai loro sguardi traspare una grande sofferenza»

Sempre in prima linea nell’aiuto e nell’accoglienza di chi ha bisogno, anche per questa nuova emergenza internazionale, ci sono Croce Rossa Italiana e Protezione Civile. Nel pomeriggio di venerdì tanti volontari sono stati impegnati nella preparazione dell’accoglienza, fornendo supporto agli hotel e all’Ausl per quanto riguardava la fornitura di prodotti della cura di igiene personale e di accudimento dei bambini, di abiti di ricambio così come nel reperimento di materiale di cancelleria per l'intrattenimento dei più piccoli. Nella notte invece, dopo l’arrivo dei nuclei famigliari di profughi negli hotel di Modena e San Possidonio, sono entrati in campo, a fianco dell’Ausl anche i medici e gli infermieri volontari della Croce Rossa per verificare lo stato di salute dei neo arrivati. «Apparentemente sembrano stare tutti bene – ha confermato il dottor Eugenio Di Ninno – medico volontario e coordinatore provinciale della Cri - ma è chiaro che sono molto provati. Dai loro sguardi traspare una grande sofferenza e una profonda stanchezza, dettata certamente in primo luogo dalla situazione che stanno vivendo ma anche per il viaggio a cui sono stati costretti, che possiamo davvero definire senza retorica “della speranza”, viste le estenuanti ore di volo passate seduti sul pavimento di velivoli militari, sui quali sono riusciti a salire probabilmente dopo aver vissuto un incubo. Tuttavia – ha messo in evidenza il medico volontario – stiamo cercando di dare loro il massimo conforto possibile. In questi giorni non solo saranno fatti tutti gli accertamenti necessari di carattere sanitario, come richiede il protocollo delle quarantene, ma cercheremo anche, attraverso la mediazione culturale, di parlare con loro e rendere questo tempo di permanenza negli hotel il più sereno possibile, visto che non potranno comunque lasciarlo per nessun motivo, a meno che non risultino positivi al Covid e a quel punto si renderà necessario l'isolamento con il trasferimento in hotel Covid».

Non va poi dimenticato che anche a livello nazionale la Croce Rossa e La Protezione Civile hanno giocato un ruolo determinante nell'organizzazione logistica della prima accoglienza, concertandosi con il Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale e con le Forze dell'ordine, tutti fortemente impegnati nella tutela della privacy e della sicurezza dei rifugiati, per scongiurare il rischio di possibili ritorsioni su parenti rimasti in Afghanistan. «In particolare – specifica Di Ninno – la Croce Rossa si è occupata del trasporto fornendo i pullman che hanno condotto i profughi da Fiumicino alle varie destinazioni, mentre, a livello locale, da adesso e per tutti i prossimi giorni, ci siamo resi disponibili per qualsiasi tipologia di servizio». Dalla sede modenese della Cri, infine, hanno fatto sapere che continuano le telefonate di cittadini che chiedono come rendersi utili in questo piano di emergenza, offrendo addirittura ospitalità ai profughi nelle proprie famiglie.


P.D.

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