«Sono stanchi, ma stanno tutti bene» Primo passo: mandare i bimbi a scuola

I cento profughi ospitati negli hotel modenesi stanno trascorrendo la quarantena monitorati dal personale dell’Ausl 

Paola Ducci

Era quasi mezzanotte venerdì, quando un pullman bianco siglato Croce Rossa Italiana, ha fatto il suo ingresso nel cortile dell’Hotel Emilia a Modena. A bordo 30 persone, rifugiati politici provenienti dall’orrore dell’Afghanistan che complessivamente compongono tre gruppi familiari più o meno numerosi, tra cui 12 donne, tre bambini di 4, 7 e 9 anni e altri due ragazzini di 13 e 15 anni. C’è anche una diciottenne tra loro, il resto sono uomini. Trenta sguardi seri, a tratti impauriti ma soprattutto stanchi, alcuni dei quali si potevano già scorgere dai finestroni del bus. Chissà cosa stavano pensando all'arrivo nella nostra città.


Le 100 persone giunte nel modenese (un gruppo di 70 è alloggiato all’Hotel Concordia di San Possidonio), sono nuclei parentali di donne e uomini che lavoravano nell’ambito della missione Italia -Nato e probabilmente, in qualità di stretti collaboratori occidentali, se fossero rimasti a Kabul, avrebbero rischiato la vita. In ogni caso, quel che è certo, è che, una volta giunti nel parcheggio dell'hotel, nessuno di loro ha spinto per scendere da quel mezzo di trasporto che li ha condotti nel modenese dopo un viaggio di seicento chilometri (sono sbarcati a Roma - Fiumicino). Anzi, hanno atteso un bel po’ prima di muoversi dai loro posti. Poi, due volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa sono saliti a bordo e allora, piano, uno alla volta, con fare compito, dignitoso e ordinato hanno abbandonato il bus e sono entrati in hotel.

Qualcuno si è diretto nel bagagliaio per scaricare gli effetti personali (piccoli trolley, qualche borsone e zainetti), ma la maggior parte sembrava non avere nemmeno quelli. Tra loro, anche mamme con accanto i propri figli, tra cui un piccolino, di 3 o 4 anni, che dormiva tra le braccia di una di loro. A San Possidonio i rifugiati sono arrivati ancora più tardi, verso l’una, ma la scena davanti ai volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa insieme al personale Ausl pronti all'accoglienza, è stata la stessa.

Poco dopo mezzanotte all'Hotel Emilia è giunto a portare un saluto ai nuovi arrivati anche il sindaco Giancarlo Muzzarelli. «Fatica, sofferenza e occhi lucidi. Questo è quello che mi ha colpito nei loro sguardi – ha raccontato il sindaco, all'uscita dall'hotel- ho cercato di dare loro un po’ di speranza promettendo che faremo di tutto per aiutarli anche dopo la quarantena».

Il sindaco ha ringraziato di persona i volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa presenti, così come il personale Ausl e tutte le forze dell’ordine che insieme stanno gestendo l’emergenza garantendo ai profughi sicurezza, socialità e umanità.

«Fin da subito cercheremo di mandare a scuola questi bambini – ha poi aggiunto Muzzarelli – nel Modenese siamo tutti abituati a reagire e a ricostruire le dimensioni di una società insieme». Le persone sono state visitate subito nella notte dal personale sanitario delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziali) e dai pediatri dell’Ausl e sono state trovate tutte in buone condizioni. Nella giornata di ieri sono stati effettuati i tamponi anti Covid-19 e le visite da parte del Dipartimento di Sanità Pubblica. Per tutto il periodo di quarantena l’attività di sorveglianza sarà condotta dai professionisti del Dipartimento di Sanità Pubblica. «Tutti sono apparentemente in buona salute anche se dobbiamo completare l’iter dello screening sanitario – ha spiegato Imma Cacciapuoti, responsabile assistenza territoriale Azienda Usl Modena – sono molto stanchi dal lungo viaggio ma stanno mostrando molta collaborazione e rispetto delle regole previste per la quarantena. Assieme ai volontari, Protezione civile, Croce Rossa e Comuni stiamo cercando di portare giocattoli ai bambini per rendere il periodo di quarantena meno pesante. Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto essere vicini, in diversi modi, per dare alle persone la migliore accoglienza».

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