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I negozianti modenesi contro i cortei no-vax: «C’è crisi, lasciate libero il centro»

Un coro unanime tra piazza Grande e via Emilia, che da mesi assistono alla sfilata del sabato pomeriggio

Modena. Uniamo i no mask ai no vax, che spesso ma non sempre collimano, e mettiamo come denominatore comune il green pass. Il risultato è un che ogni sabato alle 18 ci si dà appuntamento in piazza Grande per protestare contro il lasciapassare verde. E il più delle volte a farne le spese sono gli esercenti, che hanno peraltro paura di esporsi. «Ad essere sincera la cosa che temo di più – racconta una commerciante – è la ritorsione che possono avere contro me e il negozio. Passano ogni sabato davanti al locale, se dico qualcosa rischio».

L’aria che si respira se si parla di negazionisti diventa pesante. Il tema è caldo, e la paura di perdere clienti è racchiusa in ogni negoziante. Come ricorda Veronica Mihai, che lavora al G52 Outlet lungo la Via Emilia, «già il lavoro è poco, se poi ci sono questi cortei diminuisce ancora. Ogni ideale è sacro e va rispettato, ancor di più la libertà di manifestare, ma bisogna anche tenere conto che ci sono commercianti che da mesi incassano zero. Farlo di sabato è un pugno per noi lavoratori del centro, perché i clienti cambiano strada e non passano davanti al negozio».


Lo sgomento tra gli esercenti che scoprono sul momento che i no-green pass hanno intenzione di continuare ancora con le manifestazioni è tanto. Per alcuni dipendenti del Caffè dell’Orologio e della pasticceria Cathedrali grandi disagi non ci sono stati, anche se ammettono che «il corteo un po’ infastidisce».

Marco Antonelli, responsabile del Caffé Concerto, non rileva grandi danni al fatturato:«Tra i sabati pre-corteo e i sabati post-corteo l’incasso non ha subito eccessivi sbalzi, né in positivo né in negativo. Non ci sono state neppure troppe criticità. I ragazzi con cartelli e senza mascherina stanno fuori, quelli che invece la indossano possono entrare».

Usa toni decisamente più forti una commerciante della Via Emilia nella quale traspare, dalle parole, tanta stanchezza e insofferenza rispetto al corteo no-green pass: «Devo dirle – illustra affranta – che da diverse settimane a questa parte sono costretta, sabato, a chiudere il negozio prima delle 18. Questo perché la manifestazione fa allontanare le persone dalla Via Emilia e non ha senso sprecare elettricità se i clienti non ci sono».

Parte dagli stessi esercenti una proposta corale indirizzata alle istituzioni e agli ideatori del corteo: «Sarebbe opportuno quantomeno cambiare orario. Capiamo che i luoghi prediletti da loro sono piazza Grande e la via Emilia, i due fulcri della vita modenese e della politica locale, ma lo sono anche per noi commercianti, tantopiù a quell’ora del sabato. Sarebbe opportuno se si manifestasse nel primo pomeriggio, quando gran parte dei negozi sono chiusi. Il messaggio della protesta rimarrebbe lo stesso, ma per noi il lavoro aumenterebbe».