Contenuto riservato agli abbonati

Modena, la studentessa afghana è in ambasciata a Teheran

È in attesa del visto e nei prossimi giorni arriverà in Italia. Si indaga su un’altra matricola

MODENA.  riuscita a scappare, sta bene, è arrivata a Teheran (capitale dell’Iran) e ora è in ambasciata in attesa del visto che la porterà in Italia nei prossimi giorni.

C’era molta apprensione per la situazione della giovane studentessa afghana che si era preiscritta a Modena dopo aver avuto la possibilità di partecipare ad un corso in Management organizzato dal dipartimento di Economia dell’università di Modena.


La ragazza era attesa nei giorni scorsi in città per formalizzare la propria immatricolazione dopo essersi vista accolta la domanda, ma di lei non c’era alcuna notizia. Così l’università ha iniziato a mettersi sulle tracce della giovane, mobilitando la Farnesina e tutte le istituzioni affinchè si potesse rintracciare per sapere anche solo le sue condizioni di salute.

E per fortuna la risposta è arrivata, positiva: «Sta bene, in ambasciata a Teheran in attesa di un visto che le permetterà di raggiungere l’Italia».

E lo farà già nei prossimi giorni, quando finalmente potrà raggiungere Modena, per diventare a tutti gli effetti una studentessa di Unimore.

Nelle ore più calde del dramma afghano la ragazza era riuscita ad arrivare in Iran, e per lei questa scelta si è rivelata decisiva per evitare di rimanere coinvolta negli scontri all’aeroporto che hanno portato morti e violenza.

Si indaga, invece, su una situazione simile emersa solamente nelle ultime ore. Un altro ragazzo afghano, infatti, aveva ottenuto come l’altra studentessa l’ammissione al corso di International Management, pur non essendosi mai pre-immatricolato come invece aveva fatto l’altra ragazza. Non è escluso neppure che, nonostante la sua domanda di ammissione fosse stata accolta, abbia scelto volontariamente di non immatricolarsi a Unimore, magari privilegiando qualche altra proposta universitaria in Italia o all’estero.

E a tal proposito sono in corso accertamenti attraverso specifici canali per risolvere quello che a oggi appare un mistero anche se non è possibile declinarlo come un giallo oppure come l’effetto di una libera scelta di uno studente straniero che aveva optato per specializzarsi in Italia.

Ovvio che la situazione che si sta vivendo in Afghanistan non può far archiviare la mancata presentazione dei documenti per l’immatricolazione come un caso che non merita un approfondimento o addirittura un deciso interessamento. Come per la 28enne, per la quale si è risolto il mistero sperando che possa arrivare presto in Italia, anche per questo ragazzo l’università intensificherà nelle prossime ore il lavoro di intelligence tra istituzioni italiane e straniere con la speranza che anche questo caso si possa risolvere positivamente come è stato per la sua connazionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA