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Nonantola. Danneggia auto a raffica, poi si costituisce

Il racconto di una testimone: «Ero dentro alla vettura quando quel ragazzo ha colpito la mia e le altre parcheggiate»

Mattia Vernelli

NONANTOLA. Una corsa folle di un ventenne che urta diverse macchine, sbatte contro un marciapiede, volteggia in un testacoda e poi se ne va. È successo alle 3 di domenica mattina, davanti al Vox Club in via Vittorio Veneto.


Alessandra Aldrelli era dentro a una delle auto in sosta coinvolte nello schianto e racconta quei burrascosi istanti di paura. «Tornavo da un locale a notte fonda, non c’era nessuno in giro. Ho accostato la mia auto di fronte al Vox per fare scendere una persona. Dopo pochi minuti – spiega – è arrivata da via Mavora a grande velocità una Hyudai scura, visibilmente fuori controllo. Ha violentemente urtato la mia macchina che si è quasi distrutta. Ha poi proseguito impattando altre due o tre macchine, una dopo l’altra. È successo tutto in una manciata di secondi, fortunatamente non ho riportato ferite. Ma se non avesse sterzato all’ultimo le conseguenze sarebbero state decisamente gravi».

Il racconto di Alessandra continua, e ritornando a quegli attimi non può che rievocare una buona dose di paura. «La persona che era con me, fuori dalla vettura, ha visto benissimo la scena e ha avuto molto più timore. La Hyudai – continua Alessandra – ha proseguito la sua infrenabile corsa invadendo l’altra corsia e andando a sbattere contro il marciapiede. Abbiamo sentito lo scoppio di una gomma, e poi la macchina fare un testa coda in mezzo alla carreggiata, prima di sparire in qualche viuzza del centro. Alcuni testimoni ci hanno riferito che hanno visto il ragazzo fermarsi davanti al Bar Anthea in via Vittoria Veneto, ma quando siamo arrivati noi era già andato via. I carabinieri nella notte l’hanno cercato ma non l'hanno trovato».

La mattina dopo Alessandra va a denunciare l’accaduto in caserma, sperando che tramite le registrazione delle telecamere negli edifici vicini all’incidente si possa risalire al colpevole. «Non ce n’è stato bisogno: dieci minuti dopo la denuncia mi hanno ricontattato i carabinieri. Un ragazzo di vent’anni si era presentato spontaneamente con i genitori per ammettere le colpe dell’accaduto e raccontare tutto alle forze dell’ordine. Il giovane ho saputo in caserma che è di Reggio Emilia, e si trovava a Nonantola per passare la notte assieme ad un amico».

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