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Pievepelago. Pieve piange don Ferruccio, morto a 70 anni: fatale un infarto nella notte

Incredibile coincidenza: attacco di cuore anche per un parrocchiano, lui salvato Comunità in lacrime, domani il funerale con il vescovo. Poi sepoltura a Vitriola

Daniele Montanari

Pievepelago. Se n’è andato nel cuore della notte mentre un suo parrocchiano veniva salvato in extremis, sempre per un attacco di cuore. E i due si sono incontrati lì dalla piazzola dell’elisoccorso, mentre uno decollava per l’ospedale e l’altro spirava.


In un incrocio del destino, nella notte tra lunedì e martedì si è spento all’improvviso a 70 anni don Natale Ferruccio Albergucci, da trent’anni parroco di Pievepelago. È successo tutto verso le 3 di ieri: ha accusato all’improvviso un malore mentre era a letto. È rimasta traccia sul suo cellulare di una chiamata fatta per cercare soccorso. L’allarme è stato da don Giorgio, l’aiutante parroco indiano che studia a Roma, ospitato in canonica: sul posto l’ambulanza 118 di Riolunato. I soccorritori si sono resi conto subito della gravità della situazione, e dopo averlo stabilizzato hanno tentato il tutto per tutto portandolo alla piazzola dell’elisoccorso. Sono arrivati che il mezzo era già in decollo per un altro intervento in extremis: il trasporto a Baggiovara di un 64enne di Sant’Andreapelago colto poco prima da infarto e portato lì di corsa dai volontari della Misericordia. Una corsa decisiva: mezz’ora più tardi l’uomo non sarebbe arrivato vivo all’ospedale, dov’è stato sottoposto immediatamente a un intervento di angioplastica, riuscito. Ora è in buone condizioni, sotto trattamento emodinamico.

Anche se l’elicottero fosse stato ancora a terra, non sarebbe riuscito a salvare la vita a don Ferruccio: il suo cuore, già segnato da gravi problemi in passato, ha smesso di battere lì sulla piazzola. Per 40 minuti si è tentata la rianimazione, poi si è dovuto costatare il decesso. Sul posto anche i carabinieri.

La notizia della scomparsa si è sparsa subito in paese, suscitando grande commozione. «Tutta la comunità è profondamente addolorata – sottolinea il sindaco Corrado Ferroni – don Ferruccio ha scritto una pagina importante della storia di Pieve e non solo, persona instancabile che raggiungeva anche gli angoli più sperduti del nostro territorio. Con un’attenzione particolare per i giovani, che in lui hanno trovato una guida sicura. E anche per gli stranieri: ci aiutò molto nell’accoglienza dei profughi in passato, e ha sempre ospitato sacerdoti stranieri qui per studio. Tradizionalista, timido a volte ma rigoroso nelle celebrazioni, a cominciare dalla processione del Corpus Domini, a cui teneva tantissimo». «Era il nostro correttore spirituale – ricorda il presidente della Misericordia Elia Fraulini – tutte le volte che avevamo bisogno di qualcosa lui c’era, e avevamo un rapporto di grande stima: lascia un vuoto enorme».

Stasera alle 20.30 la veglia funebre in chiesa, dove domani alle 11 verrà celebrato il funerale dal vescovo Castellucci, che arriverà apposta dalla Val d’Aosta dov’è in ritiro. Quindi le onoranze Rocchi provvederanno al trasferimento a Vitriola, di dov’era originario. Qui alle 15 messa e poi tumulazione nel cimitero.

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