Camposanto. Filippo e le quattro figlie si sono inventati la nuova fattoria didattica

Lui disoccupato ha trasformato una passione in un lavoro: «Non solo campagna ma anche giochi per i bimbi con materiale di recupero»

CAMPOSANTO. Si chiama “Una bicicletta troppo grande” la fattoria nata da un’idea di Filippo Zanella e dalle sue quattro figlie il cui obiettivo è quello di raccontare ai più piccoli l’esperienza della campagna. «La fattoria nasce da una mia passione — racconta Filippo Zanella — sono sempre stato a contatto con questo mondo ed in generale con la natura perché sono cresciuto nell’azienda agricola della mia famiglia.

Una passione appunto, fino a qualche mese fa era solo questo, poi purtroppo ho perso la mia occupazione lavorativa e e ho preso del tempo per pensare. Durante quel duro periodo le mie quattro figlie ricche di idee sono state il motore dei miei pensieri. A quel punto ho messo insieme la mia passione e le loro intuizioni per provare a creare qualcosa di nuovo, qualcosa di più di una classica fattoria didattica ma un posto dove i bambini possono giocare e quindi dove bisognasse creare ambienti ad hoc, ricchi di giochi e anche sicuri. Il tutto però perseguendo un’idea di Green e ecologico che ha sempre contraddistinto la nostra attività.

Tutto ciò che viene creato qui - prosegue Filippo Zanella - è infatti fatto con materiali poveri e di recupero, usiamo tanto legno e ferro, ci piace pensare di poter contribuire verso un mondo biologico e biodinamico. Inoltre inseguiamo ideali di riciclaggio sano e di recupero non solo per i rifiuti ma anche per le materie prime, tra marzo e aprile abbiamo iniziato infatti l’attività delle serre piantando un “orto-self” un tipo di piantumazione già presente in molti paesi del Nord e che ci piacerebbe importare».



Le persone che vengono allo spaccio possono raccogliere direttamente la verdura dalla terra, l’idea di base DI Zanella è quella di non sprecare niente. «Spesso quando si riempiono i bancali non tutto viene venduto e la verdura raccolta non dura molto tempo - spiega - E con questo sistema viene raccolto solo ciò di cui c’è bisogno in quel momento. Noi produttori dobbiamo partire dall’idea di non buttare nulla, un’abitudine che genera più risultati positivi: un risparmio economico e soprattutto un abbattimento dello spreco di cibo. Le persone che hanno provato questo sistema sono state soddisfatte e dopo avergli spiegato il perché di questo sistema sono rimasti colpiti e felici di contribuire. Un altro aspetto molto caro alla nostra idea di fattoria è quella della presenza di animali che siano allo stesso tempo da fattoria e da compagnia. Abbiamo un cavallo con cui facciamo percorrere tre diversi percorsi e l’obiettivo è quello di accogliere sempre più animali diversi, vogliamo cercare di realizzare un ambiente in cui i bambini e gli animali possano stare a contatto senza rischi perché si possa concretizzare una “pet-terapy”. I progetti per il futuro sono tanti, il dialogo con le scuole è avviato, inoltre la nostra vicinanza con Ciclovia del Sole ci permette di essere raggiungibili con la mobilità lenta. Da un periodo caratterizzato da avversità personali in aggiunta al problema del covid — conclude Filippo — mi sono ritrovato di fronte ad una grande sfida: creare un lavoro da una passione. Le mie figlie mi stanno aiutando e non vediamo l’ora di ospitare tutti i curiosi».

M. C.