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Castelfranco, Erika e l’obbligo di green pass a scuola: «Devo vaccinarmi per salvare il posto»

La collaboratrice scolastica ha ricevuto la dose ieri: «Non chiamatemi no-vax. Volevo solo attendere più certezze»

CASTELFRANCO. «Sono costretta a vaccinarmi per non perdere il lavoro». Erika Rovinetti è una collaboratrice scolastica che ieri si è vaccinata per il Covid nel camper che l’Ausl ha predisposto all’interno dell’istituto scolastico Spallanzani di Castelfranco. Lo ha fatto per avere il green pass, necessario per lavorare a scuola.

«Mi sono sentita obbligata a farlo – spiega Erika, 46 anni – e pur non essendo contraria a priori avrei voluto attendere il momento in cui vi fosse la certezza di non incorrere in conseguenze sfavorevoli. Non nascondo la mia stima per chi ha deciso di non farlo, almeno per il momento, ma il pericolo di perdere il lavoro ha prevalso».
È l’unica voce controcorrente nella giornata di esordio del tour itinerante del camper vaccinale nelle scuole modenesi, un’iniziativa dedicata a studenti e ai loro familiari, oltre al personale scolastico, sia insegnanti sia collaboratori.
 
La dottoressa Sonia Rioli, responsabile del punto unico vaccinale di Castelfranco, dirige le operazione ed esprime soddisfazione per il riscontro ottenuto da questa «prima tappa di 7 totali, nella provincia, della campagna “A scuola sicuri”, che ha l’obiettivo primario di vaccinare studenti e operatori scolastici, mettendo in sicurezza i luoghi dove si svolge l’istruzione, estendendo la possibilità di vaccinarsi, oggi, a chiunque lo desideri».  Lo staff Ausl presente allo Spallanzani comprende un medico e tre infermieri, oltre all’importante supporto logistico fornito dai volontari della Croce Blu, e «siamo in grado di effettuare sia la prima dose che il richiamo», prosegue Rioli.
Il target è eterogeneo: oltre agli studenti, alcuni familiari e operatori scolastici hanno atteso il loro turno, incentivati dall’opportunità di ottenere una consulenza specialistica per dissipare ogni dubbio residuo.
«Il nostro medico risponde a qualsiasi domanda, e chiunque lo può avvicinare senza remore per qualsiasi spiegazione. Questi sono i primi passi – dice ancora Rioli – per proporre in modo nuovo all’attenzione del grande pubblico l’importanza della vaccinazione. Rappresentano il modo migliore e più semplice per riappropriarsi della normalità, che riparte anche da qui, oggi». Occorre soprattutto comprendere – questo è il messaggio fondamentale – «che non si sta facendo qualcosa di cui doversi preoccupare». 
Giuliana, 56 anni, si è appena vaccinata, «perchè ritengo che sia una sicurezza mia e di chi mi sta intorno. In famiglia, lo dico con orgoglio, tutti sono vaccinati, e anche questa mattina le presenze non sono mancate. Ho piena fiducia nelle risorse del farmaco, e lo consiglio a tutti; se sarà necessaria una terza dose provvederò». 
All’esordio di ieri seguirà oggi un presidio a Sassuolo (dalle 8.30 alle 15) presso l’Istituto Volta, lunedì 6 lo staff sarà a Vignola (dalle 8.30 alle 14.30) presso l’Istituto Levi, martedì 7 settembre farà tappa a Carpi (dalle 8.30 alle 14.30) presso l’Istituto Vallauri, giovedì 9 a Modena (dalle 10 alle 14) presso l’Istituto Corni e nello stesso giorno anche a Mirandola (9-14) presso l’Istituto Galilei, per concludere venerdì 10 a Pavullo (dalle 12.30 alle 19) presso l’Istituto Marconi. 
Portare il vaccino nelle scuole, conclude Rioli, «non soltanto è fondamentale, ma rappresenta un incentivo, che alla comodità di non doversi prenotare abbina un forte impulso emotivo e valoriale. Senza trascurare l'importanza del passaparola, che soprattutto tra i giovani è il veicolo informativo più efficace».
Il camper vaccinale dell’Ausl tornerà a Castelfranco mercoledì 15, per un appuntamento speciale dalle 18 alle 23, nell’ambito della Sagra di San Nicola.