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Cortellesi e Albanese a Modena, ospiti al Victoria: «Che bello il cinema»

I due lanciano il sequel di “Come un gatto in tangenziale” «Rappresenta gli opposti del nostro Paese, bisogna parlarsi»

MODENA. «Essere qui, di fronte ad un pubblico dal vivo e sentire di nuovo quel profumo inconfondibile tipico di una sala cinematografica, è un’emozione che mi toglie il fiato».

Modena. Albanese e Cortellesi con il nuovo film al Cinema Victoria

Così ha esordito Riccardo Milani, il regista del film “Come un gatto in tangenziale-ritorno a Coccia di Morto” che ieri pomeriggio era alla presentazione della prima modenese al cinema Victoria. Con lui la moglie, l’amatissima e bravissima Paola Cortellesi, protagonista anche di questa pellicola, la figlioletta Laura e Antonio Albanese.



Il film è il sequel del primo “Come un gatto in tangenziale” che tre anni fa riscosse un grandissimo successo. Gli artisti sono stati accolti dal pubblico con un grande applauso e Cortellesi, dopo aver salutato con calore ed affetto, non ha resistito alla tentazione di farsi un selfie con alle spalle una sala cinematografica finalmente piena (per quanto concesso dalle regole anti Covid).



«È un anno è mezzo che siamo fermi – ha commentato Albanese – questo film lo abbiamo girato in fretta e furia tra un lockdown e l’altro, l’estate scorsa. Addirittura abbiamo temuto di non farcela. Ci siamo tamponati 800 volte a testa durante le riprese e invece eccoci qui. Pare un miracolo rivedere i cinema aperti con le sale ripopolate da persone. Ora si può dire di essere tornati davvero a vivere. Bene il green pass allora – ha sottolineato – se è lo strumento per poterci ritrovare tutti e in sicurezza».



Nella trama del nuovo film ora è Monika (Paola Cortellesi) ad essere arrestata perché le sue sorelle gemelle cleptomani hanno nascosto la loro ultima refurtiva in un locale di sua proprietà. L’unica persona che può aiutarla è Giovanni (Antonio Albanese), l’intellettuale progressista con cui ha avuto tre anni prima una breve relazione. Giovanni riesce ad ottenere per lei una conversione di pena, dal carcere ad una parrocchia di periferia molto impegnata nel sociale, ma la parrocchia sorge proprio accanto al nuovo polo culturale che Giovanni sta contribuendo a lanciare, e la presenza costante di una “coatta della borgata Bastogi” come Monika, risulta oltremodo imbarazzante per il politico radical chic con nuova fidanzata cacciatrice di sponsor.

«Monika non è cambiata in questa seconda parte del film – ha raccontato Paola Cortellesi – ha sempre il suo carattere risoluto e aggressivo e in questa strana situazione complicata cercherà l’aiuto di Giovanni che nel frattempo è impegnato in un progetto importante. Questi due personaggi credo siano la perfetta rappresentazione dei due lati opposti del nostro bel Paese, due fazioni opposte che sono in continuo contrasto. I due protagonisti però riescono a comunicare tra loro e l’augurio è che questo avvenga anche nella vita reale, anche in questi tempi duri, perché la comunicazione è la via per la risoluzione dei conflitti».

In questo sequel infatti il regista Milani non si accontenta di ripetere la formula vincente, ma propone, con leggerezza e ironia, un approfondimento delle storie e dei personaggi, arricchendo la trama con figure di contorno senza risparmiare un po’ di critica.

«La cosa che mi piace di Giovanni – ha concluso Albanese – è l’onestà e il suo desiderio di cercare di portare il bene tra la gente di periferia. Lavorando sul personaggio è stato interessante vederlo in relazione con il suo esatto opposto, Monika, grazie all’interpretazione meravigliosa che ha saputo dare Paola. Per me è stata una nuova sfida bellissima. Ma vietato spoilerare il finale».

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