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Carpi. Cantina Bassoli porta 350 persone a brindare tra i filari di vigna

Tutto esaurito con il coinvolgimento di giovani e famiglie «Usa e Inghilterra i nostri mercati. Esordio i Svezia»

CARPI. «Far riscoprire le nostre campagne ai modenesi». Riccardo Bassoli schiude le porte della cantina che da generazioni porta il cognome di famiglia. Il titolare della cantina Bassoli introduce così il primo appuntamento di settembre de “Le cene in vigna”, organizzato nel fine settimana.

Carpi. Cantina Bassoli: una cena in vigna

«Cerchiamo di coinvolgere le famiglie e i gruppi di ragazzi - aggiunge Bassoli - e far divertire un po’ tutti. Purtroppo, dobbiamo rispettare ile norme anti-Covid e in cinque ettari di terreno possiamo ospitare trecentocinquanta persone». La serata si svolge tra le note di Virgin Radio e i festeggiamenti tra i tavoli. Alice Parenti descrive la prima volta nella location carpigiana mentre attende gli scherzi delle amiche per il proprio compleanno. «Almeno non è la solita serata a Modena centro - riconosce soddisfatta - in cui si fa un aperitivo con la cena fuori. È la prima volta e direi che torneremo». Un altro festeggiato di giornata è il carpigiano Simone Verderi. «È un posto di Carpi molto “in” - l’entusiasmo di Verderi - e molto bello, a contatto con la natura. Le persone sono molto cordiali con tutti: è bellissimo». Il titolare riprende la parola e punta su un verbo chiave: emozionare. «C’è bisogno di qualcosa di nuovo», sottolinea Bassoli.


Per Verderi è un gradito ritorno, come per Cristian Nardone. «Alla Cantina Bassoli mi trovo molto bene - motiva Nardone - La location mi piace, come la musica. C’è una bella situazione e una clientela seria, senza ragazzi che danno troppo fastidio. Ci sono molti giovani e anche molte famiglie. Tutti rispettano i limiti e ci sono i giusti distanziamenti». Una “fedelissima” della cantina “by night” è Sofia Sgarbi. «Un buon motivo per partecipare è stare in compagnia all’area aperta - ribadisce Sgarbi - in uno spazio in cui si sta al sicuro. È un ambiente divertente, un’alternativa in cui fare belle attività all’aria aperta». Le alternative non mancano per un mercato in espansione, nel quale le importazioni appaiono più semplici delle esportazioni. «Il nostro mercato di riferimento è in Inghilterra e Stati Uniti - ribadisce Bassoli - mentre combattiamo tutti i giorni sul mercato italiano. Vogliamo essere un punto di riferimento per il nostro territorio». Più facile è stato fare breccia in Scandinavia che in alcuni luoghi del Belpaese. «Nel 2021 abbiamo iniziato a esportare in Norvegia e in Finlandia - rimarca il titolare dell’azienda - e adesso stiamo cercando di fare altrettanto in Svezia. In Italia si fa più fatica». Una sorta di “campanilismo gastronomico” acuisce quanto descritto dal titolare. «Il popolo italiano è legato ai vini del territorio - giudica Bassoli - e quindi c’è un enorme divario dalle persone che all’estero vogliono provare di tutto». Sperimentare è una parola chiave per innovare e restare competitivi sul proprio territorio. Il format di fine estate si sta collaudando con il passare dei mesi. L’attività non intende però adagiarsi sugli allori. «Stiamo proponendo degustazioni nella cantina e in vari locali - conclude Bassoli - La nostra nuova missione è far scoprire il pinot nero dell’Appennino modenese».