Modena. La grande musica torna in piazza. Grande Successo per la serata dedicata a Pavarotti - Rivedi il concerto

Esauriti gli 800 posti a disposizione del pubblico. L’emozione delle figlie del Maestro scomparso quattordici anni fa

Modena. E in piazza Grande ieri sera, dopo oltre tre anni, è tornata finalmente la musica. Alle 21,15, in una piazza sold out, con circa 800 persone, che in modo ordinato e senza nessuna contestazione, hanno esibito il green pass e preso posto nel parterre.



In scena la “Petite messe solennelle” di Giochino Rossini nella versione per soli, coro e orchestra. L’evento era per celebrare il quattordicesimo anniversario della morte del tenore Luciano Pavarotti. Presenti, oltre alla maggior parte delle autorità cittadine, anche due delle figlie di Pavarotti, Luciana e Cristina, che dagli occhi tradivano grande emozione per questo ritorno della musica in piazza in onore del papà. A portare i saluti dell’amministrazione sul palco, a inizio serata, è stato il sindaco Muzzarelli, anch’egli molto emozionato, che ha sottolineato l’importanza della tradizione lirica nella nostra città che si sta concretizzando sempre di più con il progetto “Modena Città del Belcanto”, «che dall’estero stanno guardando in tanti con grande ammirazione e interesse», ha detto il sindaco.



«Non accadeva ormai da anni che un concerto si tenesse nella meravigliosa cornice di piazza Grande – ha affermato Barbara Lorenzani, di Sassuolo – ma sembra sia passato un secolo se pensiamo a cosa abbiamo affrontato in questi ultimi due anni. In ogni caso essere qui stasera è una grande emozione e non avrei perso questo evento per nulla al mondo, sia perché sono legata al ricordo del Maestro Pavarotti, che per l’occasione di tornare a vedere la piazza della città trasformarsi ancora in un teatro a cielo aperto».

«È meraviglioso che nemmeno il Covid abbia fermato l’affetto di Modena per il suo Luciano- ha aggiunto Carlo Sola, modenese e appassionato d’opera- il colpo d’occhio di questa piazza di nuovo piena, ma sicura, grazie al green pass, mi toglie il fiato e allontana sempre più dai miei occhi e dal mio cuore quell’immagine triste e desolata della nostra città completamente vuota durante i ripetuti lockdown».

E Così, quando le luci della piazza si sono abbassate e le braccia del direttore Antonino Fogliani hanno dato il via alle prime note suonate dall’ Orchestra Filarmonica Italiana e cantate dal Coro Lirico di Modena, che insieme contavano più di cento persone sul palcoscenico, la sensazione è stata quella di un meraviglioso e tanto agognato déjà-vu. Un ricordo lontano, che la musica è stata in grado di far riaffiorare potente ed improvviso che profumava di normalità e libertà.

«La scelta è ricaduta su quest’opera sacra di Rossini – ha spiegato il Maestro Aldo Sisillo – perché vuole rievocare quella Petite messe del 1971 dove protagonisti furono proprio Mirella Freni e Luciano Pavarotti con Leone Magiera al pianoforte, diretti da Romano Gandolfi insieme al Coro polifonico del Teatro alla Scala». Applauditissimi dal pubblico sono stati anche i quattro cantanti, artisti di caratura internazionale come la soprano Giada Borrelli, che fu allieva di Mirella Freni, la mezzo soprano Victoria Pitts e il tenore Matteo Desole entrambi legati a Modena perché negli anni passati frequentarono la masterclass tenuta dalla signora Raina Kabajvanska e il basso Luca Tittolo, interprete che ha cantato nei più importanti teatri d’opera del mondo.

«Cantare in piazza Grande questa sera in onore del maestro Pavarotti nel ruolo che fu anche suo è per me un’emozione esprimibile solo attraverso il pianto – ha detto il giovane tenore appena prima di salire sul palco- certo non è facile reggere il confronto con il Maestro, ma io farò del mio meglio dedicando questa performance interamente a lui».

Unico neo della serata: i soliti quattro personaggi conosciuti in città come attivisti dei gruppi no-greenpass e no-mask che, muniti di biglietto, pretendevano di entrare nel parterre senza greenpass. I disturbatori sono stati subito allontananti dalle forze dell’ordine.