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Mascherina giù, il no dei presidi modenesi

I dirigenti bocciano l’ipotesi del governo di eliminare il dispositivo nelle realtà in cui tutti gli studenti sono immunizzati

MODENA. La possibilità di abbassare le mascherine nelle classi dove tutti gli studenti sono vaccinati, resa nota la scorsa settimana in conferenza stampa dai ministri Bianchi e Speranza, ha scatenato molte polemiche, dai presidi agli studenti ai genitori che già hanno cominciato a inondare le chat addirittura ipotizzando diffide nei confronti della scuola o dei dirigenti che non tuteleranno la privacy dei ragazzi.

PERCHE' NO. I timori sono legati soprattutto al rischio di emarginazione di quegli alunni che si presenteranno ad inizio anno scolastico senza vaccinazione per scelta o per ragioni sanitarie giustificate. La maggioranza dei presidi modenesi si sono dichiarati contrari alla possibile applicazione di questa norma dimostrandosi a favore di quanto dichiarato dal presidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi) Antonello Giannelli, che ha sottolineato che il fatto che nelle classi ci sarà sempre qualcuno non immunizzato creerà situazioni di disagio, con il rischio di emarginazione da parte dei ragazzi vaccinati che vorrebbero togliersi la mascherina nei confronti di chi il vaccino non lo ha fatto. Sulla possibile applicazione della norma ha preso posizione anche il gruppo di Priorità alla scuola, che dall’inizio della pandemia continua a battersi per la scuola sicura e rigorosamente in presenza.

NON TUTTO E' RISOLTO. «Noi crediamo che le discussioni su una ripartenza sicura e in presenza debbano ricadere necessariamente anche e soprattutto su altri punti, fintanto che un’obbligatorietà vaccinale non c’è, che ancora non sembrano essere stati completamente risolti - dichiara la portavoce Manuela Ciambellini, - vedi la riduzione del numero di alunni per classe, e di conseguenza un aumento degli spazi ad uso scolastico, l’annoso problema dei trasporti e la chiarezza sul sistema di tracciamento e quarantene. Riteniamo quindi che sia i vaccini che le mascherine non possano essere oggetto o causa di discriminazione per nessuno. Quello che auspichiamo è il buonsenso da parte di tutto il popolo della scuola, dal personale agli studenti alle famiglie, affinché si lavori uniti per una scuola sicura e in presenza, evitando tutto quanto possa portare a forme di stigmatizzazione e marginalizzazione».

GIOVANI E VACCINAZIONI. Intanto in Emilia Romagna i vaccinati nella fascia 13-19 anni risultano a quota 65%, e dalla giunta regionale in commissione Politiche per la salute, in seduta congiunta con la commissione Cultura, hanno fatto sapere che il sistema sanitario continuerà a supportare quello scolastico. È prevista infatti l’attivazione di strutture mobili dedicate alle vaccinazioni in prossimità delle scuole. Si rientrerà in classe con la presenza al 100%: per favorire questo processo (prevedendo dove possibile anche la riorganizzazione degli spazi) sono in arrivo nuove risorse statali, fondi che serviranno anche a confermare tutta quella parte di personale scolastico assunta nella fase dell’emergenza sanitaria. Infine, una nota sui tamponi, che resteranno gratuiti per chi non può vaccinarsi.

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