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Modena. Si siede al bar con la pistola alla cintura: la polizia lo arresta

Il cameriere del locale di via Emilia Est: «Stava bevendo una birra poi sono arrivati gli agenti. L’arma è anche caduta per terra durante la confusione»

MODENA. «Era seduto lì davanti, stava bevendo una birra in bottiglia che aveva comprato da poco poi sono arrivati i poliziotti». Inizia così il racconto del titolare del Wine Bar di via Emilia Est, testimone oculare di un arresto rocambolesco quanto inquietante effettuato dalla Polizia di Stato.

AL BAR ARMATO. Tutto è avvenuto nel weekend scorso tra i tavolini estivi improvvisati a ridosso del marciapiede. In arresto è finito un magrebino che aveva con sé una pistola. Per conoscere le contestazioni mosse all’uomo servirà tempo, ma l’azione di due pattuglie della Volante non sono passate inosservate. I poliziotti hanno operato in modo rapido, qualcuno in zona non si è neppure accorto dell’intervento e delle schermaglie in fase di arresto.


POLIZIA NEI PARAGGI. «Ho visto la polizia che è passata alcune volte davanti al bar con l’auto di servizio – ammette il barista mentre serve un caffè ad un avventore – Prima c’era solo una vettura, poco dopo ne ho vista un’altra che transitava in via Emilia Est. Hanno fatto alcuni giri avanti e indietro, era strano».

PRIMA DEL BLITZ. Sono i momenti che precedono il blitz dal quale il magrebino ha anche tentato di sottrarsi senza però riuscire nel proprio intento. «Era entrato da poco per prendere una birra in bottiglia – continua il titolare del Wine Bar – e si era messo a sedere qui davanti. Da dietro al bancone non riesco a vedere tutti i tavolini presenti, ma la polizia che transitava in auto l’ho vista bene. Poi ho sentito un po’ di confusione e mi sono affacciato».

ARRESTO MOVIMENTATO. Giusto il tempo per assistere alle concitate fasi dell’arresto quando i quattro poliziotti hanno tentato di sorprendere l’indagato. Hanno parcheggiato lungo via Emilia Est e con circospezione si sono avvicinati al bar. Evidentemente il sospettato ha però intuito di essere la persona che stavano cercando e dopo alcuni istanti di indifferenza ha tentato di dileguarsi ma senza riuscire nel progetto di fuga.

«I poliziotti lo hanno preso da dietro – spiega il testimone – Secondo me lui ha anche provato a liberarsi però non saprei dire bene perché sentivo soprattutto le urla. C’è però una cosa che ho visto: la pistola per terra». Ecco, c’è quell’arma che apre scenari piuttosto preoccupanti. Vera o finta che fosse va preso atto che un uomo si aggirava a ridosso del centro cittadino con una pistola a portata di mano. Non l’aveva in un posto “sicuro” e neppure in una fondina altrimenti non sarebbe caduta sul marciapiede e quindi era potenzialmente pronta per essere usata. I motivi? Li staranno evidentemente accertando gli inquirenti al fine di capire chi è quel magrebino armato seduto ad un tavolino del bar.

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