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Mollica cittadino onorario Formigine lo applaude in piazza

Giovedì 9 settembre il popolare giornalista televisivo della Rai torna nella cittadina dove è nato Cerimonia col sindaco Costi nel corso di un consiglio comunale pubblico

Stefania Piscitello

FORMIGINE. Vincenzo Mollica domani tornerà nel luogo che gli ha dato i natali: Formigine. E proprio davanti al castello, in piazza Calcagnini, gli sarà conferita la cittadinanza benemerita nel corso del consiglio comunale pubblico alle 19.30. Un segno di stima per uno dei giornalisti più noti del nostro Paese: cultore di cinema, musica e fumetti Mollica ha fatto la storia del giornalismo televisivo. Domani sera verrà intervistato da un altro noto giornalista formiginese: Marco Nosotti, che dialogherà con lui in un viaggio che ripercorrerà le tappe più significative della sua carriera. «Vincenzo Mollica e Marco Nosotti – commenta il sindaco di Formigine Maria Costi – sono voci apprezzate nei contesti professionali che frequentano e amatissimi dal pubblico italiano. Anche se in ambiti diversi, quello relativo allo spettacolo e alla cultura per Mollica, e quello sportivo per Marco, entrambi hanno scelto di farsi testimoni di messaggi positivi e mai sopra le righe. Per questo, li sentiamo davvero come nostri ambasciatori». Mollica, mamma emiliana – Afra Malagoli - e padre calabrese, non è nato esattamente nel capoluogo, bensì a Ubersetto: è il 1953 e dopo soli tre mesi dalla nascita lascia l’Italia per trasferirsi in Canada. Compiuti i sette anni fa rientro in patria, in un Comune in provincia di Reggio Calabria, Motticella. Dopo aver frequentato il liceo Locri, passa all’Università Cattolica di Milano per poi laurearsi a Urbino. Ed è nel 1980 quando approda in Rai: a meno di trent’anni inizia il suo lungo percorso realizzando i primi servizi che hanno dato il via alla sua carriera. Dai personaggi Walt Disney da lui amatissimi tanto che Topolino lo ha omaggiato con “Vincenzo Paperica”, a De Gregori a Nanni Moretti: Mollica fin da subito riesce a distinguersi per la sua abilità e sensibilità nel narrare. A fargli da maestro in Rai Enzo Biagi che lo chiama a “Linea diretta”, assegnandogli fin da subito interviste di spessore. Un trampolino di lancio, che lo ha portato negli anni a raccontare da inviato il Festival di Sanremo (l’ultima edizione si è collegato da ologramma), le premiazioni degli Academy Awards, del Festival di Cannes e della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Conduttore di note trasmissioni televisive, ha pubblicato varie opere tra cui alcuni romanzi brevi. E nel 2019 è stato insignito del “Premio Pietro Bianchi”, per il suo lavoro nel campo del giornalismo cinematografico. Dopo quarant’anni di attività nel 2020 è andato in pensione: «Sono qui solo per te. Per ringraziarti a nome di tutti per la tua passione unica nel raccontare la musica, soprattutto italiana, senza una esterofilia esagerata e con rara sensibilità», con questo messaggio di stima lo aveva salutato un’altra personalità di spicco del nostro territorio, Vasco Rossi.