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Migliaia di fedeli a Fiorano La festa secolare fa il pieno

Le celebrazioni della Beata Vergine del Castello si confermano sentitissime «Sin dall’alba tante persone al Santuario». E per don Antonio maxi-lavoro

Stefania Piscitello

FIORANO. Una festa che ha radici profonde e che anche quest’anno è stata più forte del Covid che non è riuscito a cancellare quattro secoli di storia del Santuario. Migliaia di fedeli ieri sono approdati a Fiorano per quella che è una tradizione sentita da tantissimi: l’8 settembre, natività di Maria, si festeggia in paese la Beata Vergine del Castello, a cui è intitolato il Santuario sui colli e il cui dipinto è custodito all’interno di questo. Un dipinto a cui vengono attribuiti eventi miracolosi a partire da quando l’ondata di peste del 1630 non colpì Fiorano. Da Sassuolo, Maranello, Formigine, Modena, ma anche dalla provincia di Reggio: i pellegrini sono arrivati da ogni parte per partecipare alle celebrazioni inaugurate con la “Messa dei fioranesi” all’alba. Ad accoglierli, la tensostruttura allestita in piazzale Giovanni Paolo II. La tappa all’interno del Santuario però è stata d’obbligo per tutti: lì, in fila, i fedeli si sono inginocchiati in preghiera davanti a quel dipinto ritenuto miracoloso. «Vengo qui ogni anno – racconta Filomena – è una tradizione ormai. Arrivo con mia madre, ora anziana, e vengo in visita al Santuario. Oltre al momento di preghiera in sé c’è anche l’aspetto della socialità. Questa data è anche occasione per incontrare vecchi amici». La Festa dell’8 settembre è in effetti un richiamo non solo per i fedeli: in piazza e su via Vittorio Veneto negozi e locali erano aperti, tante erano le bancarelle di dolciumi e prodotti tipici così come tanti erano i curiosi. È comunque l’aspetto religioso a prevalere: alle funzioni nel corso della giornata (dal mattino una ogni ora con una pausa pomeridiana) hanno partecipato circa 3mila persone. La tensostruttura infatti poteva ospitare trecento fedeli ma all’esterno, per ogni Messa, si è radunato ogni volta almeno un centinaio di persone. Solo al mattino, con sette messe, si sono superate quindi le duemila presenze.


«Un dato certo – ha commentato Don Antonio Lumare, il parroco di Fiorano, poco prima della celebrazione delle 18.30, presieduta dall’arcivescovo Mons. Erio Castellucci e a cui ha partecipato anche il sindaco Francesco Tosi – è che ci sono tantissime persone che si sono confessate, fin da stamattina. Sono qui da cinque anni e una cosa così non era mai capitata». «Sicuramente – aggiunge – questo periodo ha risvegliato domande profonde in persone anche giovani». Dopo una tappa davanti al quadro della Beata Vergine, tanti pellegrini si sono fermati ai banchetti allestiti nell’area laterale del Santuario. «Veniamo qui tutti gli anni – dicono Elisa e Giulia Mastoni, due sorelle gemelle di Nuovi Orizzonti – e abbiamo notato che anche oggi c’è abbastanza gente nonostante il Covid. Naturalmente ce n’è di più negli orari che coincidono con le messe». A confermare il dato ci pensa Graziano Busani, col suo banco in cui vende “frutti di una volta”. «Questi non si trovano più in giro – spiega – e abbiamo allestito questo stand pensando di attrarre soprattutto i bambini, ma in realtà si ferma gente di tutte le età». «Un tempo – continua indicando alcuni sacchetti – a Fiorano per l’8 settembre si vendevano le nocciole, era tradizione ma adesso non si fa più». Graziano commenta l’affluenza: «Sono qui da stamattina e anche alla prima messa, quella delle cinque del mattino, c’era il pienone. Questa è una festa molto sentita da tutti».

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