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Quanti applausi in piazza per il formiginese Mollica

Ieri sera la consegna della cittadinanza onoraria al popolare giornalista televisivo «Sono commosso e orgoglioso». Il sindaco: «Grazie per il tuo esempio»

FORMIGINE. Vincenzo Mollica è da ieri ancora più legato a Formigine. Mollica, che ha scritto la storia del giornalismo televisivo ha infatti ricevuto la cittadinanza benemerita in piazza Calcagnini.

E i suoi concittadini si sono stretti a lui in un abbraccio simbolico. Nessuno voleva perdersi il suo ritorno a casa: quella casa che gli ha dato i natali e che ieri lo ha accolto con incredibile calore, tra emozione e riconoscenza. Tra i presenti anche Alberto Bertoli e Luca Toni.


Nato nella frazione di Ubersetto nel 1953 – la madre Afra è emiliana – Mollica lascia l’Italia a soli tre mesi di vita, per poi farvi rientro qualche anno dopo, ma in Calabria. Crescendo frequenta l’Università Cattolica di Milano e si laurea a Urbino.

Arguto e soprattutto sensibile, Mollica è riuscito a narrare negli anni il mondo della cultura e degli spettacoli, passando dalle trasformazioni nel corso degli anni e riuscendo sempre ad adattarsi al cambiamento. Basti pensare che lo scorso anno è stato ospite del Festival di Sanremo: ma non in carne ed ossa, bensì da ologramma. Certamente qualcosa che neppure balenava nella sua immaginazione nel 1980, quando approdò in Rai e tra i maestri ebbe Enzo Biagi che lo portò a Linea Diretta.

Ieri a Formigine è arrivato nel modo più classico: con eleganza, pacatezza e anche un pizzico di emozione. Nel corso del consiglio comunale pubblico, davanti al Castello, il sindaco di Formigine Maria Costi ha esordito con parole di stima e ammirazione nei suoi confronti.

«Sono emozionata, - ha detto rivolgendosi a Mollica - grazie Vincenzo, grazie per la tua storia, per il tuo esempio che è un costante elogio alla gentilezza. Già l’anno scorso avevamo pensato al conferimento della cittadinanza, purtroppo c’è stata la pandemia e abbiamo fatto il prima possibile per averti qui con noi».

E così, per “il contributo dato al progresso della cultura e del sapere, per il particolare impegno dimostrato nel lavoro e per l’interessamento verso il Comune di Formigine”, il consiglio ha votato all’unanimità.

«Sono orgoglioso di essere formiginese, tutte le volte lo ribadisco. Quando mi chiedono di dove sono io dico sempre “Formigine, provincia di Modena”, e lo sottolineo. Poi mi chiedono se si scrive con una o due “g”».

Davanti al castello, Mollica ha ricevuto quella pergamena che ha reso ufficiale la sua cittadinanza. E l’emozione era palpabile: «Prima di diventare cieco – ha raccontato – ho cercato di ricordarmi le cose che mi interessavano, compresa la bellezza di Formigine e il suo castello».

Non è mancato il ricordo degli affetti: «Sono cresciuto con mia nonna, mio zio e mia madre e due di loro sono seppelliti a Formigine, perciò è come se li salutassi da qui. Mia nonna quando mi doveva sgridare lo faceva in formiginese», ha scherzato ricordando alcuni personaggi a lui cari della città e di quando, da ragazzino, andava all’edicola vicino alla stazione. O ancora di quando, sempre da ragazzino, ebbe l’opportunità di conoscere Enzo Ferrari. Ricordi indelebili perché “la memoria fa cose straordinarie”. Ricordi di cui ha chiacchierato anche con Marco Nosotti, altro giornalista formiginese, che con emozione lo ha intervistato.

«Ringrazio tutti – ha sorriso Mollica rivolgendosi al pubblico di concittadini – la vita è bella sempre. E grazie a questi effetti speciali che mi porto dietro vi vedo tutti belli, giovani e magri».

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