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Modena. Filma i minori con la mascherina. Li mette sul web, offese a prof e genitori

Una classe del Guarini è finita su un canale negazionista di Telegram. Licom contro il corteo: «Vogliamo lavorare in pace»

Modena. E ora il regista no-mask filma anche i minori e li mette su internet alla mercé dei commenti di migliaia persone. È successo ieri a Modena, dove il noto no-mask (o no-vax se preferite) ha intercettato in piazza Grande una scolaresca dell’istituto Guarini impegnata in un’uscita. Ad accompagnare i ragazzini due operatrici del Csi nell’ambito di un’attività di prescuola.
 
L’improvvisato regista ha prima accusato le due donne di imporre l’uso della mascherina ai minori, poi si è rivolto agli studenti dicendo, con il solito linguaggio colorito, che la mascherina «non serve a un c... e fa male. Mandate a c... gli adulti». Gli studenti lo hanno guardato un po’ straniti per poi proseguire ignorandolo. Poco dopo anche una bambina casualmente incrociata sotto a un portico è stata filmata, così come un’altra in via Emilia sotto la Ghirlandina. Tutte le immagini dei minori sono state poi pubblicate su un canale Telegram con oltre 10mila iscritti senza alcun consenso degli ignari genitori; si tratta di un canale dove da mesi si fa propaganda negazionista e si viola impunemente la privacy dei cittadini. 
 
È così che prosegue la protesta nel Modenese e per oggi è in programma una nuova camminata dei no-green pass per le vie del centro. E i commercianti iniziano davvero a storcere il naso per queste manifestazioni che si svolgono proprio al sabato pomeriggio, nel momento di maggior afflusso di persone presso i negozi e i pubblici esercizi: «Non vogliamo certo mettere in discussione il diritto di manifestare – fanno sapere da Licom (l’associazione aderente a Lapam che tutela commercianti, baristi e ristoratori) – ma quello che sta avvenendo in centro da ormai troppo tempo sta andando a collidere contro il diritto a lavorare dei negozi e dei pubblici esercizi. È evidente che il passeggio del sabato pomeriggio rappresenta per i negozi un momento particolarmente importante e che occorra consentire a chi lo desidera di lavorare senza problemi. È una questione di rispetto delle norme e delle persone: non vogliamo convincere nessuno, non è nostro compito, quello che chiediamo – conclude Licom – è di poter lavorare in pace e di poter soddisfare le esigenze dei nostri clienti e dei cittadini».
 
Dal canto loro i camminatori del sabato pomeriggio sono convinti di non recare disturbo a nessuno, ma evidentemente non è proprio così. Anche altri commercianti la settimana scorsa avevano chiesto lo stop del corteo e lo avevano fatto esponendo alcuni cartelli per le vie del centro: un messaggio totalmente ignorato dai manifestanti.
E ci sarà da capire che cosa faranno la settimana prossima quando in centro si terrà il Festival della Filosofia e in tutto il cuore della città non si potranno tenere manifestazioni o eventi di altro tipo.