Prodi e Bonaccini a Ponte Alto «Questa è terra di rinascita»

L’ex presidente del consiglio e il governatore della Regione alla Festa dell’Unità «Qui ci sono tante aziende che investono sul futuro e garantiscono prestigio»

Ernesto Bossù

Il primo ad arrivare è Romano Prodi, già presidente del consiglio, accompagnato dai big del Pd provinciale. Poi, una manciata di secondi dopo, è il turno di Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, che si prende gli applausi degli oltre 400 spettatori. Sono stati loro due i protagonisti della serata di ieri alla Festa dell’Unità nel dibattito moderato da Fabio Martini.


La cosa che li accomuna è, oltre all’origine emiliana, il fatto che entrambi hanno vinto e convinto per due volte, sia pure in periodi diversi, come leader. «C’è parecchia Emilia Romagna – esordisce Bonaccini – nel successo e nella rinascita. Siamo stati sempre uniti, lavorando senza fermarsi un attimo per ricostruire, come dopo il terremoto. La figura del leader è importante? Diciamo di sì, serve a tenere insieme tante persone».

Prodi risponde con una battuta al presidente dell’Emilia Romagna, dicendo che «basta far sì che tutto il mondo diventi come la via Emilia e la rivoluzione proletaria sarà fatta». Poi continua, riflettendo sul ruolo del leader: «Oggi avere una figura centrale forte è importante perché è venuto meno il ruolo dei partiti. Questo è un dramma, che in Italia è più presente che all’estero e che a me fa paura. Bisogna costruire una maggioranza dove ognuno si possa confrontare, senza dover sempre seguire la linea dettata da una sola persona».

I due hanno poi parlato di lavoro. «Se attaccassi frontalmente Salvini o Meloni – dice Bonaccini – avvierei un dibattito sterile. La politica spesso ama discutere e trovare un colpevole per tutto. Non si fa così. Pensiamo al futuro, alla digitalizzazione, e cominciamo da oggi a creare i posti di lavoro del domani. In questa direzione va il tecnopolo, che ospiterà 1500 lavoratori provenienti dall’estero e troverà sede a Bologna. Peraltro stanno per arrivare, da noi, i 10 supercomputer più potenti al mondo».

Rincara la dose Prodi: «Vorrei sottolineare che, giustamente, gli stranieri vengono a comprare le nostre imprese. Ma solitamente nessuno mai investe nel nuovo. Noi invece in regione abbiamo tante aziende che investono sul futuro e questo è importante perché costituiscono un’eccellenza tecnologica e garantiscono prestigio nel mondo. Il nostro è l’unico territorio in cui ciò è avvenuto».

Infine una stoccata di Bonaccini ai no-vax: «Se oggi siamo qui è anche e soprattutto grazie ai vaccini. Vedere piazze di negazionisti fa male: significa dimenticare quei 130mila morti per il virus».