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Modena. Irrompe in sala nell’ora di cena e prende la cassa del ristorante

Furto lampo al Sakana di via Emilia Est: ladro fuggito su un’A3 con due complici La titolare: «Scioccante di fronte a tanti testimoni. Non aveva paura di niente»

Daniele Montanari

Il ladro che fa irruzione nel locale nel pieno orario di cena, tra la gente seduta ai tavoli, prende la cassa e scappa via. E la titolare che dice: «Adesso abbiamo paura».


Ha lasciato il segno per le modalità, più che per il danno in sé, l’episodio che si è verificato sabato verso le 21 al Sakana, ristorante orientale (cucina cinese e giapponese) sulla via Emilia Est, poco prima di Ponte Sant’Ambrogio. Una serata come tante è stata sconvolta dall’arrivo di un’Audi A3 bianca con tre giovani a bordo. Si pensava fossero normali clienti. E invece ne è sceso solo uno. Una signora che era al tavolo fuori l’ha sentito dire a agli altri: «Adesso vado a vedere». Poi un lampo: è entrato, andato dritto al bancone e poi ha afferrato la cassa con una forza tale da strappare a metà il cavo di alimentazione. E’ corso in macchina dagli altri e poi via a tutto gas sulla via Emilia, direzione Castelfranco. La Volante della polizia è arrivata in un attimo, ma dei fuggiaschi non c’era già più traccia. Il bottino non è stato particolarmente elevato: secondo la titolare i soldi contenuti non erano più di 1.500 euro. Sarebbero stati di più a fine serata, e anche questo fa pensare: perché fare un colpo del genere tanto presto? La banda ha agito così semplicemente perché era di passaggio e si sentiva comunque sicura delle sue capacità anche in orario affollato?

Comunque sia, lo strascico dell’episodio è importante: «Io ero in fondo al ristorante a mettere a posto delle cose – racconta la titolare Ruana Jufenga mentre mostra il cavo spezzato della cassa – all’improvviso ho sentito un rumore fortissimo e ho visto mio marito che si precipitava verso l’ingresso, ma il ladro ormai era già salito in macchina. Aveva visto entrare questo giovane di carnagione olivastra, probabilmente straniero, ma pensava che fosse un normale cliente. Poi in un secondo ha afferrato la cassa tirandola così forte da rompere il cavo di alimentazione. E’ corso via passando di fianco ai tavoli fuori, dov’era seduta una signora: è riuscita ad annotare la targa della macchina, speriamo che sia utile per le indagini. Ma siamo in Italia: anche se li prendono, poi dopo in tribunale non gli fanno niente». Ieri pomeriggio è andata comunque a fare denuncia in Questura.

Ruana è qui dal 2010 col ristorante: sette anni fa aveva subito un altro furto di cassa ma di notte, con un camion ariete che aveva sfondato la vetrina. Vedersi colpita stavolta all’ora di cena, in un locale pieno di gente, la lascia sbigottita: «Cos’erano pronti a fare se ci fossero state persone sul loro cammino? Sembravano disposti a tutto, sicuri di sé in modo impressionante, per nulla spaventati dalla presenza di tanti testimoni. Dopo una cosa così viene davvero paura a fare questo lavoro: bisogna sforzarsi di non pensarci».

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