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Modena, di nuovo sui banchi, ma distanziati Il debutto del green pass fila liscio

Tanta voglia di tornare in classe nel rispetto delle regole. Il protocollo e gli ingressi scaglionati hanno funzionato

MODENA. «È bello riprendere in presenza e potersi di nuovo relazionare con tutti i propri compagni di classe, sembra a dir poco un sogno. Basta Dad, l’importante è che stavolta duri davvero!».

Modena. Primo giorno di scuola, dal bus alle classi: la parola agli studenti



Sono queste le parole del primo giorno di scuola di Samuele Benetti, 4B Corni Tecnico, che ben rappresentano il pensiero della maggior parte degli oltre 35 mila ragazzi delle scuole superiori che questa mattina hanno ripreso la scuola al 100% in presenza, insieme ai bambini e ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Così Elisa Rinaldi dice di essere un «sacco emozionata» e Luca Simonini ammette che «anche se effettivamente a casa si dormiva un poco di più», non ha dubbi, «preferisco di gran lunga venire a scuola».

E tra vecchie regole e qualche novità, le campanelle delle scuole modenesi sono suonate indicativamente tra le 8 e le 10, per non creare assembramenti e far raggiungere le classi agli studenti in modo ordinato. «Il primo giorno lo dedichiamo all’accoglienza e alla conoscenza dei nuovi arrivati con l'aiuto dei ragazzi del triennio - ha spiegato la professoressa Silvia Toffanetti, insegnante di Diritto al Fermi di Modena- senza dimenticare il vademecum delle regole anti-covid che sostanzialmente per i ragazzi non sono cambiate più di tanto».

Così ha confermato anche il dirigente dell’istituto Fermi Paolo Pergreffi che ieri era alle 8, insieme al presidente della provincia Gian Domenico Tomei, alla nuova succursale dell’istituto tecnico presso il Centro Famiglia di Nazareth di strada Formigina, pronti ad accogliere i ragazzi. «Siamo felici di essere in questa succursale dagli ampi spazi interni ed esterni- ha detto il preside - e anche se in tutte le sedi della nostra scuola abbiamo la possibilità di mantenere il metro di distanza tra gli alunni, le mascherine andranno indossate sempre. Di fatto continueremo con tutte le norme di sicurezza con cui abbiamo chiuso l’anno scolastico, tra cui il mantenere il più possibile le classi in una sorta di “bolla” di isolamento. Una novità però c'è: abbiamo optato per abolire le macchinette distributrici di cibo e bevande istituendo invece un servizio bar che riteniamo molto più sicuro».

Come già si sapeva le vere novità del primo giorno di scuola sono state riservate agli insegnanti, al personale Ata e ai genitori. Chiunque, che non sia uno studente, da oggi, dovrà obbligatoriamente essere in possesso di green pass per accedere all’interno di qualsiasi istituto scolastico di ogni ordine e grado. «Ben vengano queste regole se serviranno a fare rimanere la scuola in presenza – hanno affermato Filomena De Michele e Roberta Barbieri, insegnanti del Corni- per fortuna gli insegnanti no – vax sembrano essere davvero pochi. In ogni caso c’è sempre l’opportunità di farsi continuamente tamponi e chi non può vaccinarsi avrà un certificato speciale».

«Come promesso dal ministero – ha aggiunto la professoressa Rita Vandini, collaboratrice del preside dell’istituto Selmi – da oggi è entrata in funzione la piattaforma ministeriale che registra quotidianamente in automatico i green pass del personale scolastico in servizio presso ciascun istituto. Per ora da questa piattaforma rimangono però esclusi i supplenti, gli educatori e gli esperti per i quali si dovrà procedere con la verifica attraverso l’applicazione scaricabile sul cellulare».

I sindacati hanno infatti riferito che nella maggior parte degli istituti modenesi ieri il controllo green pass è avvenuto attraverso l’App, in attesa che l’efficienza della piattaforma venga assolutamente migliorata. Primo giorno anche per i trasporti scolastici che, a detta degli studenti, almeno nella fascia mattutina sembrano essere un poco migliorati mentre, ha concluso Giulia Calò di Modena «peccato che alle 13 i mezzi erano di nuovo super affollati. Speriamo che questo non vada a compromettere la scuola in presenza. Sarebbe terribile».

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