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Medolla. Schiaffi e pugni alla fidanzata incinta

In manette marocchino di 25 anni, già noto per altre violenze contro la donna, che è al settimo mese di gravidanza

MEDOLLA. Da molto, troppo tempo, le percosse erano diventate la normalità. Percosse che non si erano mai interrotte anche dopo che la donna, un’ italiana, era rimasta incinta.

Per mesi però il suo compagno, originario del Marocco e con il quale viveva nello stesso appartamento, aveva manifestato nei suoi confronti lo stesso disprezzo anche quando il pancione di futura mamma le impediva di muoversi.


L’uomo, già noto ai carabinieri per altri precedenti, l’altro giorno ha superato ogni limite e sono dovuti intervenire gli uomini in divisa per prenderlo e portarlo via.

L’uomo durante la lite ha colpito la donna con pugni e schiaffi, anche se quest’ultima è al settimo mese di gravidanza.

Non è dato sapere, dallo scarno resoconto ufficiale, se a dare l’allarme siano stati i vicini, preoccupati per le conseguenze sulla donna di quei colpi che lei non poteva evitare. In ogni caso per l’uomo sono scattate le manette.

In stato d’arresto è stato portato prima in caserma e poi, dopo i verbali e le notifiche di rito, è stato trasferito a Modena nel carcere di Sant’Anna.

Per lui le accuse sono dettagliate. Davanti al giudice, dove sarà con ogni probabilità processato per direttissima, si presenterà con capi d’imputazione pesanti.

Si va dai maltrattamenti in famiglia aggravati alle lesioni personali. Non era la prima volta che il venticinquenne marocchino si rendeva protagonista di pestaggi di eguale tenore; di qui il preallarme dei militari che quando hanno avuto la segnalazione non hanno perso tempo per l’intervento.

Ora bisognerà vedere che cosa deciderà il giudice e quali provvedimenti prenderà per tutelare la ragazza, vittima del compagno violento.

In casi del genere infatti scatta il cosiddetto “codice rosso”, come è stata ribattezzata la legge approvata due anni fa per tutelare le vittime di stalking, abusi sessuali e per l’appunto anche violenze in famiglia.

In pratica anche in questo caso verranno adottate le procedure superveloci che porteranno all’accertamento in via breve dei fatti, anche sentendo la donna, in pochi giorni. Da quel momento scattano le valutazioni per la sua protezione, che tra l’altro possono prevedere per il marito l’obbligo di non avvicinarsi alla casa o ai luoghi frequentati dalla fidanzata.

Decisiva quindi sarà la testimonianza della futura mamma che ora è seguita anche dagli assistenti sociali.

Una vicenda che ha dell’incredibile. La violenza dell’uomo ha potuto procedere senza interruzioni anche perchè non ci sono state decisioni definitive. La donna infatti ha sempre continuato la convivenza nonostante i problemi che questo ha avuto con la giustizia. Lui ufficialmente è disoccupato e le magre entrate di quella che avrebbe potuto diventare una famiglia provenivano solo da entrate della donna.