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Modena. Addio a Mirko Meroni, esempio per i giovani e anima del Sen Martin

Amici e compagni di squadra hanno gremito la chiesa Aveva 32 anni: la malattia non lo aveva mai fermato

MODENA. Ieri pomeriggio erano in tanti nella chiesa parrocchiale di Gesù Redentore. Erano in tanti per salutare Mirko Meroni, 32enne scomparso la scorsa domenica dopo una malattia che lo ha accompagnato per tutta la vita.

Ma la malattia non lo ha mai fermato: intelligentissimo fin da bambino e da ragazzo, Mirko ha fatto tante esperienze e ha avuto tanti amici che non si sono mai dimenticati di lui.


Nell’omelia don Graziano Gavioli, che è stato cappellano a Gesù Redentore, ha ricordato Mirko e ha accostato le sue sofferenze, e quelle della famiglia, alla croce di Gesù che risorgendo ha vinto la morte. E la speranza è stata palpabile durante la celebrazione, fino al termine quando Cristina e Angelo, i genitori di Mirko, insieme alla sorella Michela, hanno ringraziato e messo in luce tanti aspetti del giovane.

Tra i presenti c’erano tanti giocatori e amici del Sen Martin, la squadra di weelchair hockey in cui ha militato per diversi anni fino a quando ha potuto: con la maglia dei ‘coccodrilli’ Mirko Meroni ha giocato ben 100 partite segnando anche 15 reti, una particolarità per chi, come lui, non giocava con la mazza ma con il cosiddetto stick e dunque aveva maggiori difficoltà a segnare. Ma Mirko era così: intelligente, in campo e fuori, sempre pronto ad andare oltre i limiti che il fisico gli imponeva.

E non certamente solo giocando a hockey in carrozzina, ma anche nella scuola (i compagni di classe lo hanno ricordato con parole piene di affetto frutto di una amicizia profonda e coltivata ben oltre la fine delle superiori) e nel gruppo dell’Azione Cattolica Ragazzi che ha frequentato per diversi anni, fino a diventare giovanissimo di Ac: anche in questa esperienza era emersa l’ironia finissima, la grande attitudine alle relazioni e la capacità di cogliere il cuore delle questioni grazie anche alla sua curiosità, alla voglia di studiare e a una sensibilità non comune. Ma sapeva anche divertirsi, mettendosi in gioco essendo accettato da tutti.

Negli ultimi anni Mirko Meroni aveva dovuto man mano lasciare la squadra del Sen Martin, ma rimaneva il primo tifoso e, come hanno scritto su Facebook i suoi compagni di squadra, «era più presente di qualche giocatore in attività. Avrebbe meritato di indossare anche la maglia della nazionale di weelchair hockey».

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