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Soliera. Si fingono ’ndranghetisti e non pagano i pranzi: condannati a due anni

Soliera. Si erano finti ’ndranghetisti offrendo protezione a un imprenditore a cui estorsero ingressi in piscina e consumazioni al bar per la bellezza di 1500 euro tra il luglio e l’agosto 2020. Per i due, un 40enne di Torre del Greco, sul quale pendeva già un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, e un 45enne modenese, ieri sono arrivate le condanne. Due anni per entrambi: il primo tramite patteggiamento, il secondo con rito abbreviato.

Entrambi vennero arrestati il 31 dicembre 2020 dai carabinieri di Soliera a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Antonella Pini Bentivoglio, dopo la denuncia del gestore. Da quanto emerso, in piena estate i due si presentarono più volte come appartenenti a una cosca di ‘Ndrangheta locale formulando ripetute intimazioni e minacce al titolare, mostrando una pistola scacciacani trovata nell’abitazione di uno dei due e posta sotto sequestro. Così riuscirono a entrare più volte in piscina e a consumare al bar presente nel complesso sportivo fino a un importo di 1.500 euro. “Tu non sai con chi hai a che fare”: questi il tenore della loro abituale “presentazione”.


In una circostanza, all’imprenditore i due avrebbero addirittura tentato di offrire la protezione del loro clan insediatosi a Soliera. Si sarebbero infatti presentati come appartenenti a una cosca locale, probabilmente per ottenere dall’imprenditore ulteriori vantaggi.

I carabinieri chiusero l’attività d’indagine lo scorso settembre denunciando entrambi. La circostanza riferita all’appartenenza a una cosca della ’Ndrangheta è risultata poi fasulla ai militari della Compagnia di Carpi che, coordinati dalla Procura, hanno raccolto tutti gli elementi necessari fino a giungere all’arresto dei due.

Dopo questa allarmante vicenda, il titolare dell’impianto sportivo ha rivenduto l’attività a un’altra società, con tanta voglia di gettarsi alle spalle un’esperienza così angosciosa.