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Modena, topo nel vassoio al Policlinico, si indaga su piste No-vax o protesta del personale

Sono le ipotesi al vaglio della Procura. A fine mese cambierà l’azienda che si occupa della distribuzione dei pasti

MODENA. Non si sgonfia la pista del gesto doloso, anzi nelle ultime 24 ore ha preso ulteriormente corpo.

Quel topo morto, ritrovato in un vassoio servito a un paziente di Medicina oncologica del Policlinico, sarebbe stato messo lì appositamente da qualcuno per screditare l’ospedale. Non è possibile ancora escludere del tutto la casualità o la negligenza, ma il posizionamento del topo indica una regia “umana”.


Tanto che la Procura di Modena ha aperto un fascicolo che è stato inserito nel faldone relativo ai no-vax. Quella corrente ideologica è la più setacciata dagli inquirenti visto il momento storico: gettare fango sulla sanità pubblica, secondo il pensiero deviato di qualche integralista, sarebbe il modo migliore per minare la campagna vaccinale nazionale. Non si può nemmeno escludere tra le cause il grande impegno che il direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria, Claudio Vagnini, ha messo in campo in questi mesi per la promozione dei vaccini e anche la sua fermezza nel condannare i negazionisti.

Tuttavia, restando nell’ipotesi dolosa, c’è un secondo movente che in Procura stanno vagliando. A fine mese termina il contratto tra l’ospedale e Rekeep, colosso dei multiservizi che si occupa della distribuzione dei pasti, che verrà sostituita da una società di Bolzano. Serpeggia malumore nel personale per tale passaggio, anche se secondo quanto stabilito dal Contratto collettivo nazionale multiservizi in caso di cambio appalto la “clausola sociale” (art. 4) prevede il passaggio di tutto il personale dall’azienda uscente a quella entrante. Secondo quanto filtra da ambienti interni al Policlinico, tuttavia, c’è una parte del personale che potrebbe essere esclusa dal passaggio.

Da parte del personale si sono verificate contestazioni e il clima risulterebbe teso in vista della potenziale perdita del lavoro di alcuni dipendenti. Secondo la Procura si potrebbe trattare, dunque di una condotta ritorsiva verso l’ospedale a fronte di una mancata tutela dei posti di lavoro. La frustrazione del momento potrebbe aver indotto qualcuno al gesto: un’azione individuale e che non può essere ricondotta in alcun modo a Rekeep, che anzi ieri ha spiegato la sua posizione, escludendo qualunque responsabilità.

«Nell’ambito della distribuzione dei pasti – precisa Rekeep – il nostro servizio consiste esclusivamente nella mera movimentazione, solo all’orario stabilito, dei carrelli sigillati, preparati dalla società incaricata del servizio di ristorazione (Cirfood,ndr), contenenti i vassoi con i pasti destinati ai degenti. I carrelli vengono, quindi, dissigillati nei singoli reparti e i vassoi distribuiti tramite nostri operatori. Al termine di ogni distribuzione il personale di Rekeep provvede, quindi, alla disinfezione dei carrelli e alla riconsegna degli stessi all’operatore della ristorazione, che si occupa della ripreparazione per i pasti successivi e della riconsegna degli stessi sigillati agli operatori di Rekeep». Venendo al caso specifico «non risultano anomalie o difformità nello svolgimento delle procedure vigenti al momento del fatto. È quindi escluso qualsiasi eventuale coinvolgimento e responsabilità».

Cirfood, che si occupa della preparazione delle pietanze nelle cucine del Policlinico, esprime «sconcerto» per l’accaduto che «non ha alcun collegamento con la preparazione e il confezionamento dei pasti». Gli operatori dell’Igiene Pubblica hanno già effettuato un’ispezione che «ha certificato la totale assenza di irregolarità», sottolinea ancora Cirfood che è pronta a passare, se necessario, alle vie legali: «Ci siamo messi subito a completa disposizione delle autorità competenti al fine di contribuire ad ogni eventuale chiarimento. Si sta inoltre valutando l’opportunità di depositare una querela a carico di ignoti, poiché l’ipotesi dolosa non è esclusa».

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