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Finale. Un nuovo incendio divampa in via Ceresa «Si sospenda l’attività»

A fuoco rotoballe. Lavoro incessante dei vigili del fuoco  L’osservatorio: «La popolazione è in costante pericolo» 

FINALE. Un nuovo incendio è divampato prima delle 22 di mercoledì sera in via Ceresa: ad andare a fuoco un cumulo di rotoballe all’impianto Enel Green Power. Il rogo ha richiesto l’impiego di numerose squadre dei vigili del fuoco, al lavoro tutta la notte e ieri.

Erano le 21.40 quando alcuni dipendenti si sono accorti del fumo che arrivava dal sorgo. Hanno avvisato la sala di controllo, arrivata sul posto a verificare. In una manciata di secondi il rogo è divampato e si è presto esteso una sessantina di metri quadri. L’area è stata messa in sicurezza allontanando le rotoballe più vicine all’incendio.


Il rogo ha destato polemiche. «Siamo in presenza dell’ennesimo incendio, dovuto a un processo di autocombustione come già avvenuto in anni precedenti – attacca l’osservatorio civico “Ora tocca a noi” – Bisogna dire che i sistemi di sicurezza a quanto pare non funzionano nei modi dovuti in quanto l’autocombustione è un processo paventato nei documenti e si può considerare un evento ordinario da prevenire e non eccezionale da affrontare quando capita».

«Tali eventi pongono la popolazione in una situazione di costante pericolo (a poca distanza dall'Enel Greenpower è collocato un impianto a biometano) – aggiunge l’osservatorio – Senza contare l’esposizione a sostanze inquinanti, le combustioni producono policiclici aromatici, idrocarburi e azoto, estremamente dannosi, tutto aggravato dal fatto che detti incendi spesso si protraggono per giorni anche senza che se ne rilevi una gravità immediata. Chiediamo che finalmente il sindaco si avvalga dei suoi poteri: adottare provvedimenti urgenti per far fronte a situazioni impellenti nelle ipotesi di emergenza sanitaria o di igiene pubblica a carattere locale».

L’osservatorio chiede «un’ordinanza che sospenda l’attività dell’impianto per verifiche e, considerata la reiterazione di questi episodi, per la sicurezza della popolazione. Al di là del sindaco, ribadiamo che questa è un’eredità pesante di una politica che ha investito solo su impianti inquinanti e non ha pensato alla localizzazione di questi impianti in una zona assolutamente non predisposta, non idonea: non c’è ricambio d’aria. Chi ha investito sul nostro territorio ponendo in secondo piano la salute e il benessere dei cittadini non può più sottrarsi alle proprie responsabilità».