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Modena, un’odissea per sospendere i sanitari no vax «Si inventano scuse e certificati»

Sono 850 operatori sanitari: procedura avviata solo per 56. Brambilla (Ausl): «Prima prenotano, poi non si presentano»

Medici, infermieri e operatori sanitari no-vax non mollano. Anzi, stanno rendendo difficile la vita all’Ausl e agli Ordini di categoria che devono applicare la sospensione per chi non si vaccina. In tutta la provincia sono 850, sia nel settore pubblico sia privato, e finora ne sono stati sospesi solo 56, di cui 20 dipendenti di Ausl.

«Non pensavo fosse un percorso così difficoltoso», ammette Antonio Brambilla, direttore generale dell’Ausl che si occupa di rintracciare tutti i no-vax e segnalarli ai rispetti Ordini professionali.


«Se ne inventano di tutti i colori – prosegue Brambilla – Ci arrivano contestazioni, lettere di avvocati, certificati medici per avere l’esenzione. E poi discussioni. Ci è anche arrivata una sorta di petizione firmata da alcuni professionisti. Sono strumenti che non ci fermano di certo, perché noi dobbiamo applicare la legge e quindi procedere alla sospensione di chi non vuole vaccinarsi».

È di per sé un percorso molto lungo dal punto di vista burocratico e la strenua resistenza di chi riceve la sospensione non fa altro che complicare le cose.

«Ci sono anche quelli che prendono l’appuntamento per fare il vaccino e poi non si presentano. Quando si parla con queste persone, cercando un dialogo, ribattono sostenendo che il vaccino non è sicuro, dicono che è sperimentale. Eppure nel mondo sono ormai milioni e milioni le somministrazioni ed è chiaro come gli effetti collaterali siano anche inferiori rispetto ad altri vaccini. Vi sono poi anche strumentalizzazioni di tipo politico. Queste persone non capiscono che non siamo di fronte a una questione di libertà, bensì di responsabilità verso la comunità. Pensate che sui nostri oltre 5mila dipendenti sanitari in Ausl, solo 5 in questo momento sono contagiati peraltro senza focolai o sintomi gravi. È l’ennesima dimostrazione che il vaccino funziona».

E lo dimostra anche la diffusione del contagio nel resto della popolazione: «Possiamo dire addirittura che rispetto alle settimane precedenti i numeri stanno regredendo – spiega Brambilla – Il tasso settimanale di incidenza ogni centomila abitanti è passato da 87 a 81. L’altro dato interessante è che il tasso di incidenza tra chi non si è vaccinato è del 500% più alto».

Analizzando ogni fascia di età, sono i giovani ad aver il tasso di incidenza più alto. Le fasce al momento più a rischio sono quelle dai 6 ai 13 anni: «Dai 6 ai 10 anni abbiamo un’incidenza di 169, mentre dagli 11 ai 13 di 204. Ovviamente ricordiamo che è possibile vaccinare solo dai 12 anni in su».

Migliorano anche le percentuali di vaccinazioni nei minori: «Dai 12 ai 14 anni la percentuale di ragazzi nel circuito vaccinale è del 65%; dai 15 ai 19 anni è del 77%. Sono percentuali buone soprattutto pensando a dove eravamo un paio di mesi fa».

Dalla settimana prossima inizieranno anche le chiamate per quella platea di cittadini che sarà interessata dalla terza dose: «Stiamo preparando le liste in accordo con gli specialisti – prosegue ancora Brambilla – Per Modena e provincia la convocazione riguarda in primo luogo circa 5mila soggetti fragili, quindi immunodepressi, trapiantati ecc. Non è un numero che ci preoccupa vista la potenzialità di cui disponiamo. Poi la terza dose spetterà anche agli over 80, agli ospiti delle Case residenze anziani e al personale sanitario maggiormente esposto a rischio contagio. A proposito di Cra – conclude Brambilla – la situazione è ottima al momento. Non c’è alcun focolaio, ma si prosegue con la sorveglianza per mantenere sicuri quelle strutture».

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