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Carpi. Federico, il progettista del verde dal Parco Lama fino a Dubai

Il giovane carpigiano, laureato in architettura del paesaggio, rimodella gli spazi esterni in tutto il mondo

CARPI Ha iniziato ripensando i grandi spazi verdi nell’Oltreferrovia di Carpi e ora ridisegna a puntino ogni angolo delle oasi di bellezza più suggestive in giro per il mondo.

Il carpigiano Federico Diacci si è laureato nel 2012: dopo aver portato a compimento i tre anni alla facoltà di agraria a Bologna, ha iniziato la specialistica in architettura del paesaggio a Firenze.



«Dopo i tre anni avevo iniziato a lavorare in campo agricolo sulle produzioni vegetali – svela Federico – ma mi era rimasto nel cuore quello che avevo studiato durante un esame di progettazione del verde alla triennale. Mi era sempre rimasta la curiosità per quanto avrei potuto provare in quel settore. Dopo una breve esperienza post laurea, così, sono andato a Firenze e il percorso che ho fatto, involontariamente, è stato quello migliore».

La caparbietà nell’inseguire il suo sogno, quello di progettare spazi verdi lo ha portato in Sardegna: lavora presso lo Sgaravatti group ormai da otto anni.

«Il limite contro il quale ho dovuto scontrarmi quando ho iniziato a cercare un lavoro nella mia zona – prosegue Diacci – è quello che la progettazione del verde sia in termini di parchi e giardini, quindi ambiente urbano, sia a livello privato è affidata molto spesso a figure non competenti oppure è mal retribuita. Mentre qui è apprezzato l’aspetto progettuale, prima di quello realizzativo. Per noi che siamo progettisti del verde questo significar poter dare spazio alla creatività e alle nostre conoscenze».

Il tema degli spazi esterni sta evolvendo, sia per la sensibilizzazione a livello ambientale per le grandi potenzialità che il verde può elargire in più contesti. È sempre più necessario, quindi, che ci siano figure competenti in grado di conferire input tecnici ai progetti. «Mi auguro che questa sensibilità continui a crescere e dia spazio alle figure – prosegue Diacci – Si spera che possiamo dare il nostro contributo e creare uno spazio lavorativo che serva sia al privato, sia al pubblico, in quello spazio che sta tra il pensiero e la realizzazione. Sarebbe bello che aumentasse anche a Carpi aumentasse la richiesta di queste figure. Ora lavoro per una delle aziende migliori d’Italia: completiamo al 100 per cento la filiera, dal vivaio ai progettisti. Sono il responsabile dell’ufficio di Dubai, dove facciamo solo consulenza e progettazione».

Federico non dimentica Carpi: la sua tesi di laurea fu incentrata sul Parco Lama. «Per la mia città mi auguro che si inizi a pensare in modo tecnico al verde, sia in città, sia in ambito periferico, a partire da manutenzione e gestione. Che si inizi ad applicare l’arboricoltura a livello urbano. Che si dia un’impronta tecnica, non sentimentale: così il verde consente di affrontare i problemi».