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Via Emilia Ovest, traffico sempre in tilt: per fare 700 metri servono 19 minuti

Dal semaforo di viale Tassoni accanto al Corni fino all’incrocio con viale Italia: il calvario mai risolto della nuova viabilità

Metti una mattina per le vie della città. Perché dopo le continue segnalazioni che da giorni continuavano ad arrivarci, abbiamo deciso di verificare di persona, cronometro alla mano. E purtroppo, ad ormai un anno di distanza dal cambio di viabilità all’inizio di via Emilia Ovest, alle porte del centro, la situazione non solo non è mai stata risolta, ma è decisamente peggiorata: per percorrere 700 metri ci sono voluti 19 minuti, con una velocità media di 2 chilometri orari. Siamo riusciti a fare meglio solo dei bradipi e delle lumache.

La riprova anche ieri mattina e non è colpa della pioggia, perché col sole o senza la situazione non cambia. Eravamo al semaforo di viale Tassoni, accanto all’istituto tecnico Corni di Largo Moro alle 7.58, fermi al semaforo rosso per svoltare a sinistra verso via Emilia Ovest: scatta il verde e praticamente non ci si muove, perché la situazione è murata in partenza. Autobus che arrivano da destra, auto già incolonnate a sinistra, si accenna una semicurva appena superate le strisce pedonali. I primi due minuti trascorrono così, a guardarsi intorno per capire come immettersi senza essere offesi, dovendo procedere dritto per via Emilia Ovest. La maggior parte delle auto, però, a quell’ora volta a destra per andare su viale Storchi, e il caos è assicurato. La corsia è stata ristretta per creare uno spartitraffico praticamente inutile per chi gira a sinistra verso viale Barozzi e per disegnare a terra una corsia preferenziale ciclabile che nemmeno i ciclisti più ottimisti hanno il coraggio di percorrere: non c’è nessuno a quell’ora su due ruote in quel tratto di strada, perché chi sa andare in bicicletta sa anche che non è praticabile e non sarebbe per niente in sicurezza, e quindi opta per vie alternative. La fila per svoltare in viale Storchi blocca tutte le altre direzioni di marcia, fino a quando non si tentano sorpassi al limite del consentito. Il rosso del semaforo tra viale Barozzi e via Bacchini lo vediamo almeno quattro volte, alla quinta ci dobbiamo fermare sotto l’incrocio per evitare di rimanere bloccati in mezzo alla strada e costringere i bus che vanno verso la stazione ad ingarbugliarsi. Poi inizia il rettilineo di via Emilia Ovest, decisamente più lenti che a passo d’uomo, chiunque ci supera, anche le persone anziane che vanno a fare la spesa trascinando la borsa-trolley con le ruote. Sarà anche tutto fatto per la mobilità dolce, ma due cose sono inequivocabili: l’inquinamento sprigionato da decine di auto incolonnate e il tempo di percorrenza francamente un po’ troppo lungo anche per i più pazienti. Sono le 8.17 quando arriviamo all’incrocio con via Zucchi e viale Italia: 19 minuti per 700 metri. Un buon motivo, insomma, per lasciare l’auto a casa: forse è questo lo scopo di una simile viabilità.


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