«L’Estense va prolungata per il futuro del Frignano»

Cartina alla mano, il comitato mostra i vantaggi del piano nei collegamenti chiave Romani: «Facciamo un referendum tra questo tracciato e quello di Fondovalle»

Daniele Montanari

Pavullo. La tabella comparativa, con il raffronto delle distanze verso i centri strategici. E’ questo l’asso che il comitato “La via Maestra”, che vuole il prolungamento dell’Estense da Pratolino a Strettara, ha calato ieri mattina a Pavullo per convincere della priorità di questo intervento rispetto a quello “rivale” del collegamento Strettara-Fondovalle Panaro, sostenuto dai sindaci del crinale (Pievepelago, Fiumalbo, Sestola, Fanano e Montecreto).


Il geologo Italo Nesti (ex sindaco di Pieve) e l’architetto Erio Amidei sono intervenuti cartina e numeri alla mano: «Guardiamo all’ospedale – hanno sottolineato – con i 12 km di questo nuovo tratto Strettara-Pratolino più 7 si arriva dall’Alto Appennino a Pavullo: 19 in tutto. Sull’altro fronte, da Strettara alla confluenza del Leo sulla Fondovalle sono 18 km, a cui ne vanno sommati 30 per andare all’ospedale di Vignola: è una differenza abissale sul primo obiettivo, che deve essere quello di avvicinare ai centri sanitari. Ma guardiamo anche all’hub di Baggiovara, e a Modena capoluogo con tutti i suoi servizi: con il prolungamento dell’Estense si avvicinano, col progetto Fondovalle no». «Faccio fatica – ha osservato Nesti – a pensare a grandi afflussi turistici in arrivo da Bologna tramite l’aeroporto o l’alta velocità. Con l’Estense prolungata ci si avvicina invece alla Toscana, ma anche alla stazione Mediopadana».

«Proponiamo un tratto di mezzacosta con dislivelli minimi – ha precisato Amidei – con basso impatto ambientale perché in gran parte sviluppato su tracciati esistenti».

«La montagna – ha evidenziato Stefano Marchetti, coordinatore del comitato – deve ritrovare unità su un progetto che va a valorizzare la galleria di Strettara e la futura tangenziale di Pavullo, centro sede dei servizi essenziali». «Le scelte si fanno guardando all’interesse prevalente di una comunità – ha analizzato Rino Bellori – e sono tante le persone che dall’Alto Appennino per lavoro e servizi gravitano su Pavullo e Sant’Antonio. Il prolungamento dell’Estense, insieme a una tangenziale di Pavullo che arrivi lì dalla Mirage, garantirà sviluppo alla popolazione di crinale. Vignola non potrà mai sostituire Pavullo nelle sue funzioni: non si può cancellare la storia».

«La montagna non può vivere di solo turismo» ha commentato Paolo Ballestrazzi, ammonendo: «Con l’individualismo qualsiasi Comune, piccolo o grande, prima o poi fa la fine dei capponi di Renzo». «Noi parliamo di un progetto che riguarda una statale che è diventata crocevia di sviluppo, loro di una provinciale: la classificazione delle strade ha la sua importanza – ha ammonito Giuliano Romani, ex sindaco di Pavullo – in ogni caso, se i cinque sindaci sono così sicuri di avere dietro la gente, perché non facciamo un referendum a livello di Unione? Così vediamo in quanti la pensano in un modo e nell’altro».

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