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Modena.  Torna dalla casa in montagna e si trova la villetta svaligiata

Era stato nella seconda casa sull’Appennino modenese per alcuni giorni: un weekend lungo che ha scelto di interrompere ieri mattina anche a causa delle condizioni climatiche. E così ha deciso di tornare a Modena, nella sua villetta al piano terra di via Legnano, strada alle spalle della polisportiva Morane in una zona residenziale dove si conoscono ancora tutti e dove una faccia poco conosciuta è osservata con qualche sospetto.

Ma quando il proprietario di casa ha posteggiato la sua Dacia nel cortile e ha aperto la porta blindata ha capito subito che c’era qualcosa di strano. Tutta colpa dei ladri, che hanno colpito nei giorni di sua assenza. La casa non era neppure troppo in disordine, ma c’erano chiari segni di effrazione e della pesante razzia portata a termine. Perché la banda non ha avuto scrupoli: è entrata da una portafinestra sul retro dove ha di fatto smontato un’inferriata e poi forzato l’accesso. E una volta dentro il gruppo ha avuto tutto il tempo per poter operare senza paura di essere scoperto.


La casa è stata ispezionata da cima a fondo, ma dato il modesto disordine lasciato sembra quasi che fossero già sicuri di trovare qualcosa in un posto preciso. Si sono infatti concentrati su due piccole casseforti realizzate nella villetta e celate alla vista da alcuni arredi. Sono riusciti ad aprirle senza neppure faticare troppo e così hanno avuto via libera per la razzia.

Ad una prima stima, mancano monili di famiglia e alcuni oggetti di valore, ma servirà un po’ di tempo per fare un dettagliato inventario e verificare l’effettivo bottino.

In via Legnano è intervenuta una pattuglia della Squadra Volante della polizia di Stato. I due agenti hanno effettuato un sopralluogo all’interno dell’abitazione, preso coscienza della situazione e invitato la vittima a recarsi nei prossimi giorni in questura per procedere con la denuncia di rito. Non ci sono impronte né segni particolari che possano indirizzare da subito le indagini e quindi anche un sopralluogo della squadra Scientifica, alla ricerca di riscontri attraverso il prelievo di eventuale Dna, sarebbe stato tutto sommato superfluo. Nel frattempo è arrivata anche la nipote dell’uomo, che ha portato un po’ di conforto e l’ha affiancato nelle prime operazioni di ripristino dell’ordine.

Tra i vicini, invece, ci si è interrogati sull’accaduto. Nessuno sembra aver sentito nulla né ha avuto la percezione di un’intrusione. Difficile anche capire quando il colpo possa essere avvenuto: l’ipotesi più plausibile è che la banda non abbia agito di notte perché il rumore per tagliare la cassaforte avrebbe eventualmente insospettito qualcuno; più probabile che l’azione sia stata portata a termine quando in via Legnano c’è ancora vita e i rumori della strada e della vita quotidiana possono coprire quelli di un’irruzione dei ladri senza destare particolari preoccupazioni o domande.

F.D.

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