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Festa del Pd, i conti sorridono. Incasso sopra il milione, superata l’edizione 2020

La kermesse provinciale si chiude con entrate di gestione che superano del 15% quelle dell’anno passato I numeri pre-Covid sono vicini 

La prima spiegazione è anche la più banale: c’è stato bel tempo per gran parte della Festa - a parte ieri sera - cosa non proprio scontata nel settembre di Ponte Alto. L’altro aspetto riguarda il green pass, perché al di là del balletto che ha portato la Prefettura a propendere per l’obbligo alla vigilia del taglio del nastro, evidentemente i controlli sul certificato verde hanno dato più sicurezza a tanti cittadini che hanno affollato i ristoranti e restituito buoni numeri anche per quanto riguarda gli spettacoli.

Perché l’edizione 2021 della Festa dell’Unità di Ponte Alto si è chiusa con risultati positivi dal punto di vista delle presenze e delle entrate: del resto, non è certo un mistero che la kermesse provinciale abbia un ruolo piuttosto importante per i conti del Partito democratico modenese. Partendo dai numeri, dunque, la Festa si è chiusa con un incasso di gestione - ovvero le entrate che riguardano i ristoranti gestiti dai volontari - di circa un milione e 100mila euro. Facendo il confronto con l’edizione 2020 (che coincideva con la Festa nazionale del Pd), quando l’incasso di gestione si era attestato sui 950mila euro, si evince che quest’anno gli incassi dall’attività dei ristoranti gestiti dai volontari dem sono aumentati del 15%.


I numeri della Festa dell’Unità, insomma, si stanno riavvicinando a quelli pre-Covid, anche se le differenze ci sono ancora, soprattutto considerando l’edizione record del 2019, quando gli incassi di gestione superarono il milione e 600mila euro, mentre nel 2018 il partito incassò circa un milione e 400mila euro e nel 2017 un milione e 350mila euro, numero non lontano da quello dell’edizione 2021. Dati che confermano che la Festa di Ponte Alto funziona, soprattutto per quanto riguarda i ristoranti, che spesso quest’anno hanno registrato il tutto esaurito. Risultati buoni anche per gli spettacoli all’Arena sul Lago, che hanno registrato un discreto afflusso, tenendo conto del limite massimo di 1400 persone imposto dalle normative anti-Covid. Bene ristoranti e spettacoli, dunque, anche se un po’ meno positivi sono stati i numeri della... politica: l’area riservata ai dibattiti con i big locali e nazionali nell’edizione 2021 è stata decisamente meno frequentata rispetto agli altri spazi. Del resto, su questo aspetto pesa da una parte la disaffezione nei confronti della politica, e dall’altra il fatto che quest’anno il cartellone più ricco fosse senza dubbio quello di Bologna, sede della Festa nazionale che l’anno scorso era proprio a Ponte Alto, dove nel 2020 arrivarono big del calibro dell’allora premier Giuseppe Conte, accolto da un’ovazione e da una carrellata di selfie.

Tornando all’edizione che si è appena chiusa, il segretario provinciale Davide Fava fa notare che «le persone hanno ritrovato la voglia di venire alla Festa, e questo grazie al grande lavoro fatto dai volontari. Proprio grazie al loro impegno, e anche alla presenza del green pass e ai controlli all’ingresso, la nostra Festa è stata percepita come un ambiente sicuro e apprezzato da tanti cittadini. Chi è venuto a Ponte Alto, insomma, si è sentito tranquillo, e questo per noi è molto importante, per una Festa che si è dimostrata viva e vitale».

Luca Gardinale

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