Modena, rogo nel degrado di San Cataldo: «Allacci abusivi di corrente»

Distrutti i ripari improvvisati di alcuni senzatetto. I residenti: «Avevamo segnalato tutto»

Maglie, pantaloni, coperte, dispositivi elettronici. Oggetti di una quotidianità precaria si riversano ammassati e anneriti alle spalle di San Cataldo. Nei pressi dell’ala sud-ovest del cimitero è divampato ieri un incendio tra la boscaglia dove alcuni senzatetto si erano insediati e si erano creati un riparo improvvisato.

Alle 18 circa le fiamme erano state domate dai vigili del fuoco e una piccola folla di curiosi si era radunata per assistere alle operazioni di soccorso per le quali è stata utilizzata anche una pala meccanica. C’è sconforto tra coloro che in quel piccolo appezzamento avevano ricavato una sistemazione e ora dovranno trovarne un’altra.


Proprio ieri mattina sarebbero partite almeno due segnalazioni alla Polizia locale per quei bivacchi.

«Si sono tirati la corrente nel boschetto», la denuncia di una residente. Nel pomeriggio il riscontro immediato. E a confermarlo anche altri cittadini che sono accorsi per quella colonna di fumo che si era alzata in cielo.

«Fanno saltare i tubi dell’acqua e poi li lasciano scoperti», sbotta un cittadino. Anch’egli rivela di aver fatto una segnalazione agli agenti della Polizia locale per aggiornarli sul tema. Il residente spiega di aver sistemato come poteva i piccoli tubi, sebbene non sia di sua competenza.

Sul posto anche gli agenti della Polizia di Stato che hanno pattugliato la zona mentre continuava a salire l’odore acre dell’incendio.

Il problema della zona, di quel degrado e di quelle persone bisognose non è nuovo e va posto a sistema con quanto accade nel lato est del cimitero. La Gazzetta lo aveva raccontato proprio sull’edizione di ieri, ascoltando l’appello del senatore modenese Enrico Aimi. «A Modena è in perenne replica il festival del degrado», la posizione del parlamentare forzista dinnanzi alle tende e ai bivacchi non lontano dal luogo in cui si è propagato l’incendio.

G.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA