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Sassuolo, “Operazione Intoccabili”: condanne per oltre 20 anni

Pene più alte per Ambrisi e Bonini, accusati di usura ed estorsione a tassi che raggiungevano anche il 110 per cento

SASSUOLO. Nove anni e 3500 euro di multa per Rocco Ambrisi e Adamo Bonini. Dieci mesi per i fratelli Saverio e Federico Mastrosimone, cugini di Rocco Ambrisi. Due anni con la condizionale per il carabiniere Giuseppe Cucinotta, assolto dal reato di corruzione, e sul quale ora, pende soltanto il tentativo di abuso d’ufficio. Assolto il carabiniere Rocco Caforio.

LA SENTENZA. Questa la sentenza emessa ieri dal collegio presieduto dal giudice Pasquale Liccardo a sei anni dall’inizio del processo “Intoccabili” che vede alla sbarra sei imputati. Le accuse principali derivano dall’inchiesta condotta dalla polizia e dalla guardia di finanza, coordinati dalla procura, e sono usura ed estorsione.


IL CONTESTO. Le indagini ricostruiscono il contesto criminale innestato nel distretto ceramico a scavalco tra il Modenese e il Reggiano, con tassi d’interesse sul denaro prestato anche fino al 110 per cento. Come riportano gli atti, gli “Intoccabili” si facevano promettere un vantaggio “assolutamente sproporzionato rispetto all’utilità concessa”, insomma.

Nel giugno scorso la procura, con i pm Claudia Natalini e Marco Niccolini, aveva avanzato la richiesta di otto anni e 5mila euro per Rocco Ambrisi, sei anni e 3mila euro per Adamo Bonini; due anni e otto mesi per il carabiniere Giuseppe Cucinotta; un anno e due mesi per il collega Rocco Caforio; un anno e 8 mesi ai fratelli Mastrosimone.

IL COMMENTO DELA DIFESA. «È una sentenza significativa poiché è stato una volta per tutte affermato un principio fondamentale: il nostro assistito non è un corrotto – afferma Cosimo Zaccaria, avvocato del carabiniere Giuseppe Cucinotta – Sono cadute tutte le ipotesi di corruzione e per questo sia io che il collega Marco Pellegrini esprimiamo la massima soddisfazione. Rimane un rivolo residuo per un tentato abuso d’ufficio, reato di per sè già lieve che sarà definito in Corte d’appello. Si ribadisce soddisfazione per la sentenza e per tanti anni spesi a dimostrare la correttezza di operato e soprattutto l’integrità del pubblico ufficiale».

PARLA UN AVVOCATO. «La tesi delle forze che hanno fatto le indagini, cioè che una parte della stazione dei carabinieri di Sassuolo fosse contigua a questi criminali, e da qui viene il nome “Intoccabili” è stata smentita – rimarca l’avvocato Roberto Ghini, difensore del militare Caforio – In più, questa è un’assoluzione primo comma, quindi non rimangono dubbi. Ci abbiamo messo sei anni per arrivare qui e ora credo che vada reso onore all’Arma di Sassuolo. È stata messa alla berlina per non si sa quanto, perché considerata “vicina ad Ambrisi”. L’unico carabiniere di Sassuolo coinvolto è stato assolto con la certezza che i fatti non sussistevano. Ciò ridà fiducia alla città».

VERSO L'APPELLO. L’avvocato Luca Brezigar, difensore di Bonini, mentre Ambrisi è assistito da Stefano Giovanardi, si riserva di commentare in Appello: «Le sentenze di primo grado non sono definitive, possono essere rovesciate. Credo che questa sia una di quelle».