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Modena. Rubano uova al corso di cucina: quattro carcerati condannati

Avevano aderito all’iniziativa organizzata da un’associazione all’interno del Sant’Anna. La procura chiede di assolverli la giudice decide per 80 giorni

Modena. Condannati per... 12 uova, 2 confezioni di caffè e 2 di brodo granulare. È la singolare vicenda che riguarda quattro persone al tempo detenute in carcere al Sant’Anna. L’accusa era di furto aggravato, ma vista la tenuità del bottino e alla disponibilità a collaborare anche la procura, rappresentata dal pubblico ministero Nicoletta Garibaldo, aveva chiesto l’assoluzione per improcedibilità. Stessa richiesta ovviamente arrivata anche dagli avvocati difensori tra cui Lorenzo Bergami e Gianpaolo Ronsisvalle. Ma con una sentenza quantomeno inattesa e sorprendente la giudice, dottoressa Chiara Mutti, ha optato per la condanna a 2 mesi e 20 giorni cadauno.

Tralasciando il costo economico di un processo di tale portata, va comunque raccontata la storia facendo una prima premessa: allo spaccio del carcere le uova non vengono vendute fresche; le si possono acquistare soltanto cotte. I quattro detenuti – siamo nel 2019 – durante la fase di carcerazione decidono di partecipare ad un corso di cucina. Lo organizza un’associazione di volontariato che manda al Sant’Anna un cuoco con tutte le provviste del caso per effettuare le preparazioni. Ma ogni volta che lo chef torna si accorge che in dispensa manca del cibo.


Scatta così la segnalazione alla direzione del carcere che a propria volta informa la Polizia penitenziaria. Partono gli accertamenti che portano ad un’ispezione di controllo. Quando il gruppo esce dal laboratorio gli agenti lo fermano per la perquisizione. Tre dei detenuti vengono trovati in possesso di uova, brodo e caffè e non possono fare altro che ammettere le proprie responsabilità. Un quarto, che chiude la fila, riesce a liberarsi del bottino, ma le telecamere di sorveglianza registrano tutto e anche lui finisce per essere accusato di furto. Non basterà l’azione disciplinare a chiudere la vicenda, che ieri ha trovato il proprio epilogo al termine della deposizione di un funzionario della penitenziaria e la camera di consiglio della giudice Mutti.