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San Felice, fugge all’alt di notte Inseguito per 20 km: «Scusate, non volevo»

Il giovane braccato dai carabinieri a sirene accese Non poteva guidare una Bmw così potente e temeva guai

SAN FELICE. Per diversi minuti la notte sanfeliciana è stata caratterizzata dal rumore di numerose sirene. C’è anche chi si è affacciato alle finestre per capire cosa stesse accadendo e ha notato almeno una pattuglia dell’Arma sfrecciare tra le strade a ridosso del centro. I contorni dell’accaduto sono stati tracciati ieri mattina, in tribunale a Modena, dove i carabinieri hanno accompagnato un 20enne di origini albanesi, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Davanti al giudice Danilo De Padua la lunga notte sanfeliciana è stata ricapitolata nei dettagli. La pattuglia ha notato una potente Bmw aggirarsi in paese e i militari hanno provveduto ad effettuare un controllo. Hanno così pensato di imporre l’alt alla vettura, che per tutta risposta ha accelerato nel chiaro tentativo di evitare ogni tipo di verifica.


Insospettiti da chi si trovasse alla guida gli operatori hanno quindi avviato un lungo inseguimento durato parecchi minuti e anche a velocità considerevoli. Perché il guidatore della Bmw ha tentato in ogni modo di dileguarsi ma alla lunga ha dovuto desistere. Al volante c’era il giovane albanese, che per ovvi limiti di età non poteva trovarsi alla guida di un mezzo così potente. Forse è stato proprio quello il motivo per cui ha cercato di fuggire. Nella vettura c’era anche un’arma impropria che i militari hanno provveduto a sequestrare.

Lo spericolato automobilista si è così presentato ieri mattina in tribunale dove ha scelto di rendere spontanee dichiarazioni, assistito dal suo avvocato, Alberto Emanuele Boni. «Non so cosa mi è preso – ha sostanzialmente detto al giudice – Devo chiedere scusa per quanto ho fatto, ma davvero in quel momento non ho pensato alle conseguenze. Non capisco cosa mi sia successo».

Per lui il pubblico ministero – dottoressa Alessandra Fiore – ha chiesto la convalida dell’arresto e l’obbligo di presentazione in caserma tutti i giorni mentre l’avvocato Boni si è rimesso a giustizia. Il giudice De Padua, convalidando le operazioni dell’arresto, ha poi rimesso in libertà il ragazzo (è incensurato) avvisandolo però che un altro eventuale episodio negativo comporterà una modifica del provvedimento con misure ben più pesanti.

F.D.

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