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Reggio Emilia. Spettatori morti al rally, ci sono 9 indagati Nei guai organizzatori e commissari

Avvisi di garanzia per l’incidente in cui vennero travolti Davide Rabotti e il modenese Cristian Poggioli. Sarà battaglia tra perizie

reggio emilia In nove dovranno rispondere di omicidio colposo plurimo a seguito di incidente mortale durante una competizione automobilistica. Così nei nove avvisi di garanzia emessi ieri dal sostituto procuratore Claudio Santangelo in merito alla tragedia avvenuta il 28 agosto scorso durante il 41esimo Rally dell’Appennino reggiano quando due spettatori furono falciati da una delle auto in competizione fuori controllo.

Il reggiano Davide Rabotti, 21 anni, e il modenese Cristian Poggioli, 35 anni di Lama Mocogno, morirono sul colpo, travolti sul dosso di terra sul quale si trovavano, pensando di essere in sicurezza, a 500 metri di distanza in linea d’aria dal punto dal quale l’auto numero 42 volò fuori strada in prossimità di una curva. Al volante Claudio Gubertini, che insieme al navigatore reggiano Alberto Ialungo partecipava per la scuderia Millenium Sport Promotion a bordo di era a bordo di una Peugeot 208 R.



I carabinieri di San Polo, all'esito delle indagini avevano denunciato nove persone, a vario titolo coinvolte nell’episodio e nella gestione della corsa, ipotizzando responsabilità, su cui la Procura ha concordato emettendo ieri gli avvisi di garanzia.

A finire indagati per la morte dei due giovani sono figure apicali e membri dell’organizzazione dell’evento tra i più seguiti e partecipati da parte di team di tutta Europa. Tra loro Alen Carbognani, della Grassano Rally Team, società organizzatrice della gara, e il direttore di gara Simone Bettati. Altre tre persone indagate sono residenti in provincia di Reggio Emilia, due a Sassuolo e Modena. Cinque di loro sono assistiti dall’avvocato milanese Marco Baroncini. Tra loro anche apripista e commissari di gara che dovranno difendersi e spiegare eventuali anomalie del percorso e dell’asfalto.



Diverse le perizie che verranno prodotte in sede processuale dal momento che oltre al consulente tecnico nominato dal pubblico ministero, Silvano Simoncini, ci saranno quelli di parte nominati da un lato dalle famiglie delle vittime e dall’altro dagli stessi indagati – l’ingegnere Stefano Fini per gli indagati assistiti da Baroncini. Senza scordare alcuni filmati che potrebbero fare ulteriore chiarezza sulla tragedia.

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