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Spilamberto. Rissa dopo la partita di cricket poi due spedizioni punitive

Dodici persone rischiano il processo per le botte a colpi di mazza E c’è anche chi è accusato di sequestro di persona: cercavano i rivali in casa

SPILAMBERTO. Si ritrovavano con regolarità in un’area verde dove nei fine settimana giocavano a cricket. È lo sport della tradizione cingalese e i due gruppi si dilettavano quando non lavoravano. Ma una partita finita male ha innescato una serie di eventi approdati ieri, per la prima volta, in un’aula giudiziaria. Ci dovranno tornare a gennaio, di nuovo di fronte al giudice dell’udienza preliminare, dottoressa Carolina Clò, visto che per un errore di notifica si è dovuto rinviare i primi atti di un’inchiesta risalente al 2016 e ora affidata al pubblico ministero, dottor Giuseppe Amara.

Da quanto è stato finora appurato sono imputate 12 persone tutte originarie dello Sri Lanka e ai tempi – ora alcuni sono emigrati – di fatto residenti o domiciliate tra Spilamberto, Castelnuovo e Vignola. La partita di cricket finisce in rissa, i due gruppi si scontrano in modo feroce: c’è chi sostiene fossero anche inebriati da qualche bottiglia di troppo, fatto sta che le mazze da gioco vengono utilizzate in modo non appropriato. Devono persino intervenire le forze dell’ordine per riportare la calma e soprattutto identificare i presenti: si tratta dei 12 difesi a vario titolo dagli avvocati Enrico Fontana, Roberto Ghini, Thomas Gianello, Alberto Emanuele Boni, Antonella Pannella, Francesca Malagoli, Francesca Antonazzo, Riccardo Caricati, Olga Giorgi, Maria Grazia Sannicola, Maria Cecilia Ferraresi ed Elio Bacchelli.


Due giocatori rimangono anche feriti e dovranno fare ricorso alle cure del pronto soccorso dove vengono dimessi con alcuni giorni di prognosi. E proprio quelle ferite scatenano la voglia di rivalsa di uno di loro, che organizza una spedizione punitiva. Con alcuni amici va alla ricerca di un 34enne in un’abitazione di Spilamberto. Evidentemente lo considerano tra i responsabili della rissa e vogliono individuarlo a tutti i costi. Nell’irruzione nell’abitazione però si trovano di fronte un altro uomo che viene bloccato e minacciato con un coltello. Stesso trattamento riservato ad una seconda persona, anch’ella immobilizzata e minacciata. Poi compare il “ricercato” preso a pugni, schiaffi e colpi di bastone anche all’esterno dell’abitazione. Il medesimo trattamento verrà riservato pochi giorni dopo ad un altro connazionale, intercettato a Castelnuovo, portato fino a Vignola e lì picchiato a più riprese dal gruppo rivale per poi essere caricato di nuovo in auto e riportato a Castelnuovo.

I due feriti finiranno in ospedale e i carabinieri annoteranno anche quei fatti che porteranno alle imputazioni per sequestro di persona e lesioni personali aggravate. Quali siano le responsabilità dovranno accertarlo i giudici ma alcuni imputati sembrano essere intenzioni a patteggiare mentre le parti civili non sono ancora del tutto convinte di costituirsi per chiedere eventualmente un risarcimento.

F.D.

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