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Formigine. C'è Magreta nel mirino: i ladri della grondaia colpiscono ancora

Questa volta si sono arrampicati su due case in via Cantone «Mia madre se n’è accorta, ma ormai era troppo tardi»

Stefania Piscitello

FORMIGINE. Magreta è sotto assedio dei ladri, che hanno agito nuovamente dopo i due episodi avvenuti lunedì. Il primo, un tentato furto in abitazione su via Don Franchini, coi balordi che si sono arrampicati sulle grondaie fin su un balcone al secondo piano di un condominio. Hanno fatto in tempo a spaccare il vetro della porta-finestra, poi una vicina si è accorta di cosa stava accadendo e li ha messi in fuga. Ad essere colpito anche il bancomat sempre su via Don Franchini, arteria principale della frazione formiginese: anche in quel caso, i malviventi sono riusciti solo ad eseguire un taglio sulla parte superiore dello sportello, andando poi via a mani vuote.


Ora si aggiungono altri due episodi: mercoledì sera infatti i ladri sono riusciti a portare a segno non un colpo, bensì due. È successo su via Cantone intorno a ora di cena, in un’area in cui vi è un complesso di tre abitazioni. A raccontarlo è Stefano Ferrari – che vive nell’unica casa risparmiata – figlio di una vittima. «Sicuramente sono arrivati da via Bassa – spiega – dove hanno parcheggiato per poi raggiungere via Cantone passando dai campi». La via in cui i ladri sono entrati in azione infatti ha un solo ingresso ed una sola uscita e le vetture che transitano da lì difficilmente passano inosservate.

«La cosa più preoccupante è che mia madre era in casa, in sala. Si è accorta di ciò che era avvenuto perché doveva chiudere le finestre in camera, ma poi ha sentito dei rumori. Allora ha aperto la porta del bagno notando la finestra spalancata». Quando poi la donna ha cercato di aprire la porta della camera di fianco, la brutta sorpresa: «Era chiusa a chiave da dentro. Sono purtroppo riusciti a rubare l’oro. Non tantissimo, ma soprattutto ricordi, oggetti di mio padre».

I topi d’appartamento però non si sono accontentati e hanno fatto visita anche alla vicina; anche lei si trovava in casa, ma in taverna. I balordi ne hanno approfittato e sono entrati da sopra. «Io invece ho le inferriate – commenta Stefano – quindi credo che abbiano guardato anche da me, senza però riuscire a entrare. Quando mia madre mi ha telefonato sono subito andato a casa, poi abbiamo chiamato i carabinieri che sono arrivati. Ormai però c’era poco da fare».

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