Contenuto riservato agli abbonati

Finale, Salvini “scalda” il voto: «Vinceremo di nuovo»

Pranzo alla “Fefa”, comizio e carrellata di selfie in piazza Verdi per il leader leghista: «Chi non va alle urne aiuta la sinistra»

Finale. Il pubblico lo divide una volta sola, alle 14.35, quando fa andare di traverso il pranzo a qualche finalese: «Le prime parole importanti di un bimbo - sorride - sono mamma, papà e... Milan». Un Matteo Salvini di nuovo in verde - la cravatta, su camicia bianca - è tornato ieri pomeriggio nella Bassa dopo la lunga cavalcata delle elezioni regionali 2020, che lo aveva portato a toccare la provincia decine di volte. Ma l’appuntamento di ieri era tutto per Finale e per il sindaco - ricandidato nonostante i mal di pancia proprio di parte della Lega - Sandro Palazzi, sul palco di piazza Verdi di fianco al leader del Carroccio in attesa delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre.

Ma prima di arrivare in piazza, dove lo attendevano circa duecento sostenitori, Salvini ha fatto una sorpresa ai leghisti della Bassa presentandosi all’osteria “La Fefa” insieme al senatore Andrea Ostellari, commissario della Lega in Emilia. Un pranzo veloce, in cui il segretario del Carroccio è riuscito a “resistere” ai primi per concentrarsi sulla carne: «Purtroppo sono a dieta», ha ricordato dopo essere arrivato in piazza a chi gli chiedeva se avesse mangiato gnocco fritto e salame.


E proprio dalla Bassa e dal cambiamento partito cinque anni fa con la vittoria del sindaco Palazzi è partito il ragionamento di Salvini: «Finale è stata punita dalla Regione – queste le parole del leader del Carroccio – perché nel 2016 ha osato cambiare amministrazione, e la sinistra al governo fa differenze nella distribuzione delle risorse a seconda del colore politico di un Comune». Una dichiarazione salutata da un applauso, portando Salvini ad alzare il tiro sul Pd: «Mi dicono che il Partito democratico ha deciso di presentarsi alle amministrative di Finale senza simbolo e senza nome – ha detto ancora l’ex ministro dell’Interno – perché evidentemente vogliono nascondersi. Noi invece qui ci siamo, ci mettiamo la faccia, e anche per questo vinceremo ancora». Quindi, restando sul Pd, Salvini ha fatto notare che «i dem si divertono con il ddl Zan e con lo Ius soli, mentre noi pensiamo alla sicurezza, alle tasse e al lavoro». Dopo aver incassato un nuovo applauso, il leader leghista è rimasto sui temi “di genere”: «Per me a casa sua ognuno può fare quello che vuole – ha detto ancora Salvini – però su alcuni principi non cambio idea. Insomma, per me il progresso non prescinde dalle radici: per me la mamma resta la mamma e il papà resta il papà, mentre non esiste un “genitore uno” e un “genitore due”. Bene il progresso, insomma, a patto però che quello che siamo non venga cancellato».

Quindi, prima di concedersi alla consueta carrellata di selfie, l’ex ministro dell’Interno è tornato sulle amministrative: «Troppe persone oggi se ne fregano del voto amministrativo - ha chiuso - ed è per questo che per cinquant’anni qui ha governato la sinistra. A voi chiedo di girare negozio per negozio e fabbrica per fabbrica: chi sceglie la sinistra qui le dà più forza per dire in Parlamento che si deve fare ddl Zan, la legge Fornero e Ius soli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA