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Modena Smart Life. Così il nuovo Edificio 5 Tetra Pak rivoluziona gli spazi nella fabbrica

MODENA Il nuovissimo Edificio 5 di Tetra Pak rappresenta la punta avanzata di un modo di progettare la fabbrica in modo radicalmente diverso. Lo ha spiegato lo stesso progettista, l’architetto Michele Zini di Studio Zpz di Modena introducendo le cinque parole-chiave: innovazione, intelligenza, flessibilità, sostenibilità ed empatia. «L’idea di partenza riguardava la flessibilità produttiva, lo scambio tra la ricerca e la produzione all’interno dello stabilimento. Per questo siamo partiti dalle due colonne centrali interne su un terreno che era una specie di campo da calcio e ne abbiamo fatto degli enormi colonne a calice piene di bambù alto più di sette metri. Il resto era vuoto da gestire».

Modena Smart Life: alla Tetrapak c'è la fabbrica del futuro



L’Edificio 5 è pensato come luogo performante a luce diffusa nel quale i canali sotterranei devono contenere l’impiantistica, i cavi e i sistemi di sicurezza. Lo spazio dello stanzone è così occupato da un lato dagli uffici e dall’altro da macchinari che si guardano. La flessibilità produttiva e di scambio tra tecnici che sperimentano e operai che producono interessa anche gli uffici che non sono pensati per una giornata di otto ore stando seduti ma come luoghi modificabili con pannelli e vetri fonoassorbenti per modulare le necessità di lavoro del momento e diventare luoghi di incontro e di scambi di idee. Le vetrate sono protette e il tetto nonché la facciata danno un’idea di un elemento curvo e lattiginoso che rinvia alla morbidezza e a una luce spalmata. Il futuro dell’Activity Based Workspace è in via Emilia Ovest. Spiega l’Ad Tetra Pak Sara De Simoni: «Possiamo dire di essere all’avanguardia se restiamo la tema dell’incontro: “I nuovi luoghi del lavoro”. L’obiettivo era avere un ambiente adatto la manifatturiero e un ambiente che motivasse e rendesse il luogo di lavoro piacevole in cui stare, collaborare e innovare. E il nostro futuro è basato sulla capacità di innovare».

Tetra Pak ha una storia lunga di smart working e quindi gli spazi d’ufficio, come progettati anche da Zini, hanno una funzione legata alla socialità produttiva: «L’ufficio – spiega l’Ad De Simoni – non è un luogo dove si è obbligati a stare per otto ore ma dove collaborare e scambiarsi idee». Aggiunge Zini: «La sfida di questo progetto era come si fa a concepire un luogo di lavoro utilizzando il digitale. C’erano requisiti strutturali legati al manifatturiero ma bisognava portare flessibilità e gradevolezza in fabbrica, una sfida interessante. Si è così generato un luogo diverso dagli altri che doveva inserirsi con empatia e rispetto con la natura nella fabbrica, la luce naturale e lavorare sulle qualità delle relazioni come evitare i rumori. Come progettare un arcipelago. In ufficio ci si va perché si fa meglio lì che altrove. Un progetto caratterizzato da una qualità soft che si riflette anche nell’immagine esterna in un quartiere industriale».