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Modena. «Presidi, non discutete Se arrivano i no mask chiamate i carabinieri»

Dura condanna di Pergreffi e delle associazioni sull’accaduto Partite le denunce, i colleghi saranno parte civile a processo

Sono partite le denunce per l’aggressione choc a Patrizia Fravolini, la preside delle medie Lanfranco di Modena vittima di una raffica di offese e intimidazioni durante un’irruzione no mask nella sua scuola filmata con video pubblicati su Telegram. È stata sporta querela per i reati di diffamazione, minaccia aggravata, istigazione a delinquere e interruzione di pubblico servizio.

Ma ieri sono arrivate anche le note di vicinanza più importanti: quelle dei presidi alla collega. Le 88 scuole di primo e secondo grado della provincia riunite nelle reti Rismo (le 58 del primo ciclo) e Asamo (le 30 del secondo) esprimono «piena solidarietà alla dirigente e a tutto il personale dell’Istituto Comprensivo 6 di Modena». Parole molto dure da parte dell’Anp, l’Associazione Nazionale dei Presidi: «Episodio segnato da una violenza inaudita agìta anche di persona, oltre che da squadristi che utilizzano i social e con linguaggio sub umano, fatto di indicibili trivialità, arrivano a formulare minacce di morte – sottolinea il presidente regionale Lamberto Montanari – questi soggetti inqualificabili definiti “no vax” sono criminali che vanno perseguiti penalmente». Nell’esprimere totale solidarietà, l’annuncio quindi che l’Anp «intende costituirsi parte civile in sede processuale».


A fare da tramite con l’associazione è stato Paolo Pergreffi, dirigente dell’istituto Fermi che e referente provinciale dell’Anp: «L’accaduto ha colpito tutti i colleghi a livello nazionale – sottolinea – il fatto che queste persone si rechino nelle scuole con l’intento evidente di provocare e poi filmino tutto è gravissimo. E inaccettabili e indegne sono le offese rivolte alla collega: saremo sicuramente al suo fianco in sede di processo come parte civile». In questo contesto allarmante, una raccomandazione ai colleghi: «Cerchiamo di evitare discussioni e il confronto, perché con queste persone non ha possibilità di giungere a buon esito. Nessuno di questi no mask è disposto a lasciarsi persuadere da motivazioni razionali, vogliono solo fare filmati da audience. Per cui, nel malaugurato caso di un’irruzione nella propria scuola, la cosa migliore da fare è parlare poco e chiamare subito le forze dell’ordine».

Anche la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Silvia Menabue condanna l’accaduto come «gravissimo, ma non tale – osserva – da inquinare il clima positivo di un avvio dell’anno scolastico avvenuto nel migliore dei modi».

D.M.

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