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Modena, primo lupo “vero” e autoctono salvato e curato dal Pettirosso

È stato trovato ferito alle zampe posteriori a lato strada, dopo un investimento Milani: «Si lascia curare dall’uomo con timore reverenziale, non aggredisce»

Per la prima volta in vent’anni di, i volontari del Centro Fauna selvatica “Il Pettirosso” di Modena si trovano a curare un lupo autoctono, trovato ferito nella nostra provincia. Dove probabilmente è anche nato, avendo solo quattro anni.

La cosa che stupisce di più sono le fattezze tutto sommato “miti” dell’esemplare, che si è lasciato raccogliere e sta tranquillamente accettando le cure dall’uomo. Certamente il fatto di essere ferito condiziona tutta la situazione. Ma colpisce la lontananza dal cliché dell’animale terribile e sanguinario descritto in tanti racconti. Il ritrovamento è stato fatto giovedì su segnalazione di un veterinario che si è trovato a passare in bici lungo la strada a fianco di un fiume dove era accovacciato dietro al guardrail, incapace di muoversi per i traumi subiti alle zampe posteriori, con tutta probabilità a seguito di investimento mentre attraversava per cercare di andare a bere. Il luogo non è stato reso noto per timori di allarmismi.


Adesso si trova a Modena nella sede del Pettirosso, dove è monitorato 24 ore su 24 da telecamere, in attesa di altri accertamenti tra cui una Tac per scongiurare peggioramenti. «Sembra che non ci siano fratture, ma le condizioni restano delicate – spiega il responsabile Piero Milani – siamo comunque ottimisti sul fatto che ci possa essere un pieno recupero per poterlo rimettere in libertà. E’ un lupo al 100%, non un incrocio, questo possiamo dirlo con certezza – rimarca – noi abbiamo curato già diversi esemplari feriti o malati (la rogna è stata una piaga per molti) ma venivano tutti da fuori provincia. E’ un’emozione anche per noi trovarci davanti a un lupo cresciuto qui. Ed è bellissimo vederlo rispondere bene alle cure, accettate con timore reverenziale nei confronti dell’uomo». Nessun timore di aggressioni dunque? Neanche in vista del momento della liberazione, se andrà tutto bene? «Ma assolutamente no – nota deciso Milani – abbiamo detto tante volte che il lupo non attacca l’uomo: è un predatore di fauna e il vero selettore perché preda animali vecchi o malati».

La liberazione avverrà in Appennino, in una zona concordata con gli esperti faunistici della Regione.

D.M.

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