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Modena Smart Life / «La Smart City sta già nascendo e sarà il Comune a guidarla»

Basso (Wind3): «Le telecomunicazioni e il digitale trasformeranno la vita urbana e il processo è in corso»

MODENA. Il fisico Sergio Bertolucci ha spronato a connettere il mondo virtuale a quello reale nel pieno di questa rivoluzione digitale della quale noi conosciamo solo quel poco che serve al nostro uso e al nostro intrattenimento. «Il digitale non è un lusso ma una necessità».

Modena Smart Life / Roberto Basso e la città digitale al servizio dei cittadini

Poche ore dopo il giornalista modenese Stefano Feltri, direttore di Domani, parlerà degli algoritmi che muovono i social, «il nuovo intrattenimento di massa». Siamo semplici utenti e gli algoritmi ci dominano: «È un’illusione se crediamo di essere noi a scegliere quando veniamo continuamente “consigliati” in base ai big data». In mezzo tante storie, esperienze e riflessioni emerse ieri al debutto della terza edizione di “Modena Smart Life. Ambienti digitali ecologici sociali 2021”, festival voluto e promosso instancabilmente dall’assessore Ludovica Carla Ferrari che ne è la vera anima. E ieri alla prima giornata uno degli incontri più interessanti al Collegio San Carlo, presso il teatro, lo ha tenuto proprio lei con l’assessore regionale alla scuola Paola Salomoni (che è anche un’esperta informatica) e Roberto Basso, direttore delle relazioni esterne e sostenibilità dello sponsor Wind3.


La Salomoni ha fatto il punto sull’esperienza digitale nelle scuole sotto la pressione della pandemia riconoscendo una fase iniziale di entusiasmo e sperimentazione che hanno inaugurato le lezioni da remoto (Dad) attraverso le nuove tecnologie. Esperienza poi incappata, come noto, in seri problemi che hanno portato a concludere che la lezione in presenza è migliore.

Del futuro delle Smart City abbiamo parlato con Basso.

«Siamo qui a Modena per parlare di come le città possono aiutare i cittadini a migliorare la capacità di vivere meglio. Lo facciamo partendo dalle competenze utili e dalle tecnologie ma bisogna ragionare sul fatto che per l’Italia è un’occasione straordinaria. Grazie al Pnrr, al governo e alla Ue ci sono fondi che possono andare in questa direzione».

Quanto pesa la telecomunicazione nello sviluppo digitale dei servizi urbani?

«È un fattore abilitante. Andiamo in una direzione nella quale tutti sono collegati attraverso smartphone e presto tutti gli oggetti saranno collegati tra di loro e comunicheranno. Questa enorme massa di dati che si sta formando serve a far sì che un sistema possa aiutare ad esempio ad evitare incidenti stradali o trovare facilmente un parcheggio. Un’amministrazione comunale come quella di Modena, del resto molto avanti nella tecnologia e nell’approccio smart city, è un buon esempio di come si possa lavorare concretamente per migliorare la vita quotidiana dei cittadini».

Come si può immaginare la regia della smart ciy?

«Una regia è indispensabile. E il compito spetta all’amministrazione comunale stessa. Perché ha una visione d’insieme e produce politiche pubbliche. La smart city non è altro che un metodo per rendere possibili quelle politiche pubbliche».

Quanto tempo ci vorrà per una rete di governo urbano?

«I tempi dipendono dai permessi, dalla pianificazioni ai problemi infrastrutturali in genere. Ma è fondamentale la pianificazione che spetta alle amministrazioni locali. Se sa farlo a medio e lungo termine sarà implementare tutte le tecnologie della smart city e in poco tempo comincerà a erogare servizi».

L’urbanista che ruolo avrà?

«Quello dell’urbanista è un mestiere sempre più difficile e più affascinante. Se bravo, deve essere sociologo oltre che architetto, ma l’esperto di architettura dovrà sempre più incrociare le sue competenze con la tecnologia. La digitalizzazione è pervasiva. L’urbanista ci aiuta a tenere l’uomo al centro di questo processo».

Che tempi serviranno per lo sviluppo della smart city?

«Tra le classifiche di digitalizzazione delle città, Modena è tra le prime dieci e si può quindi definire una città virtuosa. Ha già fatto molto e il 5G sarà un acceleratore di un processo già in corso. Vedremo progressi mese per mese con l’offerta di nuovi servizi».

Sulla tecnologia 5G c’è stata ed è ancora in corso una grande discussione tra l’opinione pubblica. Una parte non piccola è contraria alla sua introduzione.

«Il 5G è un protocollo che aiuta a comprimere meglio i dati e a gestirli in modo più efficiente. Non esiste un problema sui dati 5G ma esiste invece una preoccupazione diffusa legata alle frequenze elettromagnetiche. Va presa sul serio. Ma la scienza è stata chiara sul tema. Spetta alle autorità sanitarie informare i cittadini. Abbiamo visto cosa è accaduto coi vaccini: quando c’è qualcosa che crea insicurezza i cittadini si allarmano. Su questa tecnologia non c’è da avere paura, va spiegata».