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Movida e controlli a Modena: chiuso negozio e protesta per la folla davanti al pub

La polizia locale ha verificato tutta la zona: sanzionato alimentari aperto dopo l’ora di chiusura

Un negozio di alimentari chiuso per cinque giorni per sforamento di orario serale. E una protesta per l’eccessivo assembramento davanti a una birreria della Pomposa. In centro storico la movida è una certezza per i giovani e un problema per molti residenti. Mentre proseguono i controlli della polizia locale di Modena nei negozi di vicinato, ma anche in piazze e spazi pubblici per contrastare la vendita e il consumo di alcolici dei minorenni, c’è chi torna a manifestare la propria esasperazione chiedendo interventi più incisivi.

Dopo la campagna di sensibilizzazione effettuata nei mesi scorsi, che ha visto appunto il coinvolgimento degli esercenti dei locali attraverso la distribuzione di materiale informativo, gli agenti del centro della Polizia locale hanno fatto controlli in abiti civili che si ripeteranno nei prossimi giorni. Il servizio si è svolto in via Ganaceto, via Modonella, via Fonteraso, via Farini e via Cardinal Morone e in nessuno degli esercizi considerati sono state riscontrate violazioni. Solo un negozio di vicinato di via Caselline, oltre ad essere stato sanzionato, dovrà sospendere l’attività per cinque giorni perché trovato aperto alle 22.30, oltre l’orario di chiusura. I controlli sono stati poi estesi nelle aree di pertinenza di diversi locali situati in piazza Pomposa e nelle vie Scudari, Cardinal Morone e San Carlo. Sono stati identificati diversi giovani che bevevano alcolici, risultati comunque maggiorenni. Nei confronti di un 30enne, intento a consumare bevande alcoliche in piazza XX settembre, oltre alla sanzione amministrativa è stato disposto l'allontanamento con un provvedimento mini Daspo. Infine, un 16enne in monopattino è stato sanzionato, e i genitori allertati, in quanto era alla guida del mezzo, preso a noleggio, senza casco protettivo (obbligatorio per i minori di 18 anni) e per di più trasportava una coetanea. Questi sono stati i controlli ma non bastano. Alcuni residenti tornano a far sentire la propria voce. Tra questi Elena Benedetti Loader: «Da anni via la Pomposa è meta della movida, con un'esplosione di locali, bar, ristoranti, take away. All'inizio di via Ramazzini c’è Birra Park, un locale che vende birra e alcolici a basso costo, adorato dalla clientela giovane. E ogni fine settimana si ripete la liturgia di ragazzi che affollano l'esterno del locale, con la loro birretta in mano, belli contenti e carichi. Guarda caso l’esterno del locale è poi la strada. Si contano anche 200 persone in piedi, sedute sui marciapiedi, a gruppetti, disinvolti nella loro spensierata uscita di birrette e chiacchiere».


«Chi transita in auto in mezzo alla folla gaudente suda 25 camice: i ragazzi sono sempre poco avvezzi a farti largo, infastiditi dal tuo disturbare la loro spensieratezza. Ora, che la movida arrechi uno stramaledetto disturbo a chi abita nei pressi di questi straordinari luoghi di baldoria serale è cosa ovvia ma c’è un punto su cui noi abitanti della via non ci capacitiamo: il fatto che la polizia locale tolleri questi assembramenti in mezzo ad una strada. Non ci capacitiamo del fatto che la polizia locale tolleri che una strada sia bloccata allo scorrimento delle auto dei disgraziati che sono obbligati a transitare da lì. Tolleri che i ragazzi siano esposti al rischio elevatissimo di incidenti (cercate di passare attraverso 200 ragazzi bevuti...) e questo è un aspetto non secondario perché la sicurezza di tutti è un elemento fondamentale e prioritario. Tolleri questi assembramenti come se nulla fosse, anche in tempi di crisi pandemiche. Tolleri la situazione al punto che, quando sfiniti dalle telefonate dei residenti, vengono a fare un giro, a volte entrano dalla via Emilia, in senso opposto di marcia (che sarebbe vietato), “per non agitare le folle”».

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