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Caso diamanti, coinvolti 2mila modenesi Ma 9 su 10 sono stati rimborsati

No comment dallo staff di Vasco Rossi dopo la richiesta di archiviazione dei pm Con la mediazione di Federconsumatori 1300 modenesi hanno ottenuto l’80%

MODENA Di certo non si aspettavano una richiesta di archiviazione dalla Procura di Milano, anche perché le conclusioni dei pm lombardi parlano chiaramente di truffa, facendo però notare che il reato è estinto per prescrizione. Al centro c’è la “truffa dei diamanti”, il caso scoppiato nel 2019 che ha coinvolto 5 banche, portando i pm milanesi a indagare 73 persone, tra cui l’ex direttore generale della Bpm, per la vendita di diamanti da investimento - effettuata dalle società Idb e Dpi - a 22mila risparmiatori italiani. Un caso che ha coinvolto anche Vasco Rossi, che tra il 2009 e il 2011 dispose tre bonifici per il valore complessivo di due milioni e mezzo per acquistare diamanti da investimento.

La doccia fredda, almeno per un filone dell’inchiesta, è arrivata ieri, con la notizia della richiesta della Procura di archiviare il reato per prescrizione. Se i giudici accoglieranno la richiesta, a restare beffati saranno 14 modenesi, tra cui anche il rocker di Zocca, i cui legali ieri non hanno voluto rilasciare dichiarazioni sul caso.


Ma quanti sono i modenesi che avevano acquistato i diamanti da investimento? La nostra è stata une delle province più coinvolte, tanto che Federconsumatori Modena ha seguito circa 1.400 risparmiatori. Considerando che alcuni si sono rivolti anche ad altre associazioni, mentre altri si sono mossi con il proprio avvocato, è attendibile una stima di poco inferiore a duemila modenesi coinvolti. «Trattandosi di diamanti - spiega Marzio Govoni, presidente di Federconsumatori - molte persone pensano che si tratti di grandi imprenditori che hanno investito somme enormi, ma in realtà metà dei risparmiatori coinvolti avevano investito meno di 20mila euro». Ma come si sono comportati i 1.400 modenesi assistiti dall’associazione? «Dei risparmiatori che abbiamo seguito - riprende Govoni - 1.270 avevano acquistato i diamanti tramite la Bpm: il 97% di loro ha accettato l’accordo transattivo con la banca, arrivando a recuperare anche l’85-90% del capitale per quanto riguarda i piccoli risparmiatori. Le posizioni ancora aperte seguite da noi sono una ventina, mentre in altri 130 casi la banca coinvolta era un’altra e c’è stata la restituzione dell’intera somma». Per quanto riguarda le posizioni ancora aperte, Govoni rinnova l’appello a Bpm «a trovare una soluzione per tutti i clienti». Dal canto suo, Bpm fa sapere che «i fatti legati al processo si riferiscono all’attività di segnalazione ai clienti della società specializzata Idb, che non ha mai previsto la vendita dei diamanti da parte della banca. Nei confronti dei clienti sono state messe in campo diverse iniziative, basate sul costante dialogo per trovare con loro soluzioni positive, anche in collaborazione con alcune associazioni».

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